Acque più trasparenti dopo il lockdown

Autore:
Redazione
29/07/2020 - 02:11

Acque particolarmente limpide e una situazione nel complesso stabile per le sostanze legate alle attività produttive.

È il primo quadro generale che emerge dal monitoraggio straordinario effettuato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. A partire dal mese di aprile, su richiesta del Ministero dell’Ambiente, è stata avviata una campagna straordinaria di analisi in mare per fotografare gli effetti del lockdown sulle acque italiane. Il monitoraggio è stato condotto in 457 stazioni di prelievo lungo tutto l’arco costiero nazionale, scelte tra quelle che presentavano dati storici confrontabili con quelli 2020.

«Lo scopo di questa indagine era proprio quello di conoscere lo stato di salute dei nostri mari a ridosso del lockdown per avere evidenza scientifica di quello che già i nostri occhi potevano verificare, ovvero mari più limpidi e un ambiente più pulito. Oggi questi dati ci danno conferma di tutto questo. Il nostro impegno ora è far sì che questi standard di qualità siano mantenuti nella costruzione di una nuova normalità green», ha spiegato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Elemento comune a diverse regioni è la particolare trasparenza del mare, con valori superiori alle medie stagionali. In alcuni tratti del ponente ligure la visibilità della colonna d’acqua arriva fino a 15 metri di profondità, quando normalmente raggiungeva i 10 metri; aumentata la trasparenza anche in diverse località del Lazio. Ad influire su questo fenomeno non è solo l’assenza delle attività umane: la scarsità delle piogge e particolari fattori meteo-climatici hanno portato in mare una quantità minore di solidi sospesi.

Il monitoraggio straordinario ha indagato la presenza in mare di metalli, fitofarmaci, solventi e altre sostanze legate alle attività produttive, oltre che i principali parametri chimici, correlabili con gli apporti organici riversati in mare (del fosforo, azoto, ecc). Un tratto che accomuna alcune regioni è la presenza di una minor quantità di nutrienti rispetto agli anni passati: i composti dell’azoto e del fosforo influiscono significativamente sulle condizioni trofiche e sono una delle cause di alterazione (eutrofizzazione) delle acque marine costiere.

Nelle acque della Campania è diminuito significativamente anche l’inquinamento acustico. L’ARPA regionale ha verificato come l’assenza in mare di imbarcazioni, e ancor più degli idrogetti, abbia influito sul comportamento di molti animali marini.

Sono questi i primi elementi emersi dalle analisi straordinarie condotte negli ultimi mesi in mare. Per fare una valutazione completa di questi risultati occorrono, tuttavia, intervalli di studio più ampi e su tempi più lunghi quali sono quelli naturali di risposta del mare.

Le attività in acqua, condotte dalla metà del mese di aprile scorso fino ai primi giorni del mese di giugno, sono state rese possibili grazie ai mezzi navali messi a disposizione dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e dalle Agenzie ambientali. La Guardia Costiera ha operato attraverso proprio personale (impegnati circa 300 militari che hanno effettuato 127 specifiche missioni, impiegando i mezzi navali in dotazione) che viene formato in tecniche di campionamento durante specifici corsi, in quanto la tutela dell’ambiente marino e costiero è tra i prioritari compiti istituzionali del Corpo (da sottolineare che cinque suoi nuclei subacquei hanno eseguito 24 missioni, finalizzate a verificare lo stato della flora e della fauna, soprattutto nelle aree di maggior pregio naturalistico quali le aree marine protette).

In altri casi, le ARPA hanno messo a disposizioni squadre di tecnici che hanno condotto direttamente le attività di campionamento, con il supporto dei militari e dei mezzi della Guardia Costiera. Le Direzioni marittime, inoltre, hanno coordinato le diverse Capitanerie di Porto facendo uscire in mare più mezzi nautici, così da permettere lo svolgimento delle operazioni contemporaneamente in diverse aree costiere. A bordo delle motovedette i campionamenti e le misure sono stati effettuati utilizzando idonea strumentazione oceanografica, quali sonde multiparametriche, CTD, disco di Secchi, bottiglie Niskin.

 

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