Adulti italiani sempre più sedentari e in sovrappeso, soprattutto al Sud

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Redazione
05/08/2020 - 02:33

Scarsa attività fisica, poca frutta e verdura in tavola e in lotta con la bilancia.

È questa la fotografia scattata dai sistemi di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sulla popolazione 18-69 anni (PASSI) e sugli ultra 65enni (PASSI D’ARGENTO).

È la prima volta che i dati delle due sorveglianze escono contemporaneamente sulle tematiche comuni in modo da consentire una lettura integrata su questi aspetti dai 18 anni in su.

Secondo il Report la sedentarietà è più frequente all’avanzare dell’età fra le donne e fra le persone con uno status socioeconomico più svantaggiato, per difficoltà economiche o basso livello di istruzione.

Nelle regioni meridionali la quota di sedentari raggiunge e supera abbondantemente il 50% della popolazione (in Basilicata e Campania).

Secondo i dati relativi a peso e altezza quattro adulti su dieci sono in eccesso ponderale: tre in sovrappeso e uno obeso. L’alimentazione è carente di frutta e verdura: meno di cinque adulti su dieci consumano 1-2 porzioni, quattro su dieci ne consumano 3-4 porzioni, mentre appena uno su dieci ne consuma la quantità raccomandata dalle linee guida per una corretta alimentazione, ovvero 5 porzioni al giorno.

Per quanto riguarda il consumo di alcol, tra il 2016 e il 2019, meno della metà degli adulti in Italia, fra i 18 e i 69 anni, dichiara di non consumare bevande alcoliche, ma una persona su sei ne fa un consumo a “maggior rischio” per la salute, per quantità o modalità di assunzione. Questi sono più frequentemente giovani (fra i 18 e i 24 anni la quota sfiora il 34%). Il consumo di alcol a maggior rischioresta una prerogativa dei residenti nel Nord Italia (con un trend in aumento) in particolare nelle PA di Bolzano e Trento, in Friuli-Venezia Giulia e anche in Veneto, dove si registrano le percentuali più alte.

Ancora alto il numero di fumatori: un italiano su quattro, nella fascia d’età 18-69 anni, non rinuncia alle sigarette. La variabilità territoriale mostra in testa alla classifica delle regioni con le più alte quote di fumatori alcune del Centro-Sud, in particolare Umbria, Lazio, Sicilia e Abruzzo.

Per valutare l’attività fisica tra gli ultra 65enni (PASSI D’ARGENTO) è stato usato uno strumento specifico, il PASE (Physical Activity Scale for Elderly). Il PASE è uno strumento validato a livello internazionale, e specifico della popolazione anziana, che consente diquantificarei livelli di attività fisica raggiunta dagli ultra 65enni considerando le attività comunemente svolte da persone di questa età (come passeggiare, fare giardinaggio, curare l’orto, fare attività domestiche o piccole riparazioni e prendersi cura di altre persone) senza enfatizzare le sole attività sportive o ricreative, che pure vengono prese in considerazione.

Il valore medio del punteggio PASE nel quadriennio 2016-19 è pari a 94 ed è per lo più sostenuto dalle attività domestiche (79), come prendersi cura della casa o dell’orto, fare giardinaggio o prendersi cura di una persona; meno dalle attività di svago (24), come passeggiare, andare in bici o fare attività fisica strutturata. Il punteggio PASE si riduce significativamente con l’aumentare dell’età.

Camminare fuori casa è l’attività maggiormente praticata tra quelle di svago. Ben oltre la metà degli intervistati (61%) ha riferito di aver fatto una passeggiata a piedi (o in bici) nella settimana precedente l’intervista.

I dati ci dicono anche che circa l’11% degli intervistati ha problemi nella deambulazione; fra questi poco più di una persona su dieci pratica ginnastica riabilitativa: sono soprattutto i più giovani, fra i 65 e i 74 anni (15%), le persone economicamente più agiate (15%) o più istruite (19%), e quelle residenti al Centro o al Nord (17% al Centro e 15% al Nord vs 11% del Sud).

Dal report di PASSI D’ARGENTO 2016-2019 emerge che la maggioranza degli ultra 65enni non fuma (63%) o ha smesso di fumare da oltre un anno (27%), ma una persona su dieci è ancora fumatore (10%).

Il consumo medio giornaliero di frutta e verdura fra le persone ultra 65enni non ha raggiunto la quantità indicata dalle linee guida per una corretta alimentazione. Infatti, tra gli intervistati, il 43% ha dichiarato di consumare 1-2 porzioni quotidiane di frutta o verdura anche se la gran parte (55%) ha dichiarato di consumarne fino a 3 porzioni al giorno.

I problemi di masticazione interessano una quota di ultra 65enni contenuta ma non trascurabile, pari al 13% degli intervistati, e, fra quelle indagate, rappresentano le condizioni di salute più associate allo scarso consumo di frutta e verdura.

I dati ci dicono anche che la maggior parte degli ultra 65enni (58%) è in eccesso ponderale: il 44% in sovrappeso e il 14% obeso.

Superati i 75 anni oltre a ridursi la quota di persone in eccesso ponderale, aumenta progressivamente quella degli anziani che perdono peso in modo involontario (l’8%). È presente più spesso tra coloro a cui sono state diagnosticate patologie croniche e varia sensibilmente anche a seconda di paramenti socioeconomici, quali ad esempio le difficoltà economiche.

(Fonte: Ufficio Stampa ISS - Foto di copertina: Pixabay)

 

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