Agli italiani piace la sharing mobility: servizi in ripartenza decisa dopo il lockdown

Autore:
Redazione
23/06/2020 - 03:58

Le misure di confinamento e distanziamento sociale per l’emergenza Covid-19 ed il rischio contagio hanno avuto ricadute rilevanti ed immediate sull’uso di tutti i servizi di mobilità condivisa.

A fronte di un tasso di mobilità (percentuale degli italiani mobili) che durante il lockdown è sceso dall’85% del 2019 al 32%, anche i servizi di sharing mobility hanno avuto un calo vistoso della domanda: in media dell’80%, in linea con il calo della mobilità italiana.

Ma cosa è successo con la fine del lockdown? Un’analisi compiuta dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility su Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, che mette a confronto i valori del mese di maggio con quelli osservati a febbraio 2020, dimostra che bike sharing e monopattini in sharing siano già tornati quasi ai livelli pre-Covid, recuperando nell’arco di sole quattro settimane rispettivamente 60 e 70 punti percentuali. Recupera anche il car sharing, ma in termini minori (in media 30 punti percentuali in più a maggio).

Tra le città che hanno recuperato più velocemente, spicca Palermo e al secondo posto Milano. La sharing mobility sta fungendo quindi da utile alleato del trasporto pubblico in una fase difficile. Infatti, a causa del distanziamento sociale, bus, tram e metro viaggiano a capacità ridotta e quindi cresce il ventaglio delle soluzioni alternative e sostenibili: pedonalità, bicicletta, scooter sharing, bike sharing, car sharing, monopattini, etc. Una piccola rivoluzione silenziosa nelle città italiane.

Questo quanto emerge da un’indagine presentata in occasione della quarta edizione della Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility, organizzata dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility in partnership con Deloitte, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), Uber, Key Energy di Italian Exhibition Groupe con la Media Partnership di LifeGate. Quest’anno, la tradizionale Conferenza si è trasformata in una manifestazione digitale della durata di 100 + 2 giorni (un evento di apertura, una serie di appuntamenti articolati nell’arco di un trimestre e un evento conclusivo) e prende il titolo simbolico di #LessCARS.

LE PROPENSIONI DEGLI ITALIANI

L’indagine ha coinvolto 12.688 cittadini di Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, città dove sono presenti servizi di sharing mobility. Ben il 71% dei rispondenti dichiara di aver iniziato a lavorare in smart working o di aver attivato soluzioni di didattica a distanza con ripercussioni nella mobilità nel suo complesso che proseguiranno anche nel periodo post-emergenza. Già durante il lockdown (mese di aprile) il 61% degli intervistati, che utilizzavano abitualmente il car sharing prima dell’emergenza Covid, aveva dichiarato che era pronto a riutilizzarlo nella Fase 2.

Percentuali ancora più alte per lo scooter sharing (66%) ed il bike sharing (69%). Al momento di esprimere su una scala di valori da 1 a 5 la sicurezza percepita delle diverse modalità di trasporto, il campione intervistato durante il lockdown premiava i mezzi in sharing, con un punteggio migliore quando non prevedono un abitacolo (3,3 il bike sharing e 2,6 il car sharing), e metteva all’ultimo posto il trasporto pubblico (1,8). Dall’indagine è emerso quindi che gli italiani non ritengono i servizi di sharing mobility pericolosi e non hanno intenzione di mettere in discussione le abitudini consolidate prima della pandemia; i servizi leggeri con biciclette, scooter e monopattini sono quelli preferiti in questo momento; i servizi di sharing possono essere un’alternativa al calo della domanda del trasporto pubblico e un alleato delle città per limitare la congestione.

 

«Dopo la tragedia del Covid, sta cambiando il nostro modo di vivere, in particolare nelle grandi città: la mobilità sostenibile vede un modo diverso di muoversi, più gentile, più dolce, più attento alla tutela dell’ambiente e alla qualità dell’aria e che fa recuperare tempi e spazi al cittadino. Sono molto lieto che si faccia il punto sulla mobilità sostenibile per andare sempre più verso una normalità green, che prevede anche un modo diverso di concepire la mobilità», ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

«L’obiettivo di mobilità sostenibile di questo paese è ridurre l’uso dell’automobile e quindi anche il suo tasso di proprietà, che è tra i più alti al mondo. Non è solo necessario, è possibile. I servizi di sharing possono essere un’alternativa al calo della domanda del trasporto pubblico e un alleato delle città per limitare la congestione. È importante quindi aiutare questa rivoluzione silenziosa, già nella conversione in legge del Decreto Rilancio, aiutando le famiglie italiane che vogliono avvicinarsi a queste nuove forme di mobilità», ha ricordato Raimondo Orsini, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility.

«Il Covid-19 sta ridisegnando il contesto sociale ed economico con impatti inevitabili sugli attori coinvolti nell’ecosistema mobilità (ad esempio, il settore automotive prevede un calo delle immatricolazioni auto del 37% rispetto al 2019, il 42% dei lavoratori italiani afferma di aver subìto perdite di reddito sostanziali e il trasporto pubblico prevede entro fine anno perdite per 1,5 miliardi di euro). Clienti, operatori, istituzioni, nessuno sarà escluso dall’esigenza di reinterpretare il modo con cui pensa alla mobilità. Aumentano infatti la propensione all’utilizzo di servizi digitali e la sensibilità verso tematiche di sicurezza, oltre che la ricerca di flessibilità economica e la necessità, da parte delle Istituzioni, di una revisione delle infrastrutture di mobilità come strade pedonali e piste ciclabili. Questo contesto accelera il processo di evoluzione della Nuova Mobilità e richiede allo stesso tempo la definizione di un piano strategico in grado di valorizzare le diverse soluzioni possibili. Un piano strategico della Nuova Mobilità in grado di rispondere alle esigenze delle aree metropolitane e delle realtà locali (in Italia il 77% della popolazione vive in comuni con meno di 100.000 abitanti), articolato su cinque pilastri: sicurezza e distanziamento sociale, modelli di mobilità intermodali, interventi legislativi per regolarizzare nuove forme di mobilità, evoluzione delle infrastrutture e una condivisione dei dati tra pubblico e privato per rendere più efficiente la gestione di domanda e offerta di mobilità. Per riuscire ad attrarre gli investimenti messi in campo per la ripresa è necessario che il piano si traduca nel disegno e nell’attivazione di progettualità concrete grazie ad una collaborazione sistematica pubblico-privato», ha infine dichiarato Luigi Onorato, Senior Partner di Monitor Deloitte.

 

La mobilità sostenibile è uno dei pilastri portanti di un modello di città intelligente, interconnessa e a misura d’uomo. Dal 3 al 6 novembre 2020, in contemporanea con ECOMONDO, si svolgerà alla Fiera di Rimini KEY ENERGY 2020, l’unica manifestazione italiana dedicata alle energie rinnovabili e alla green economy che quest’anno darà ancora più spazio ai temi della mobilità sostenibile, elemento sempre più importante nella nuova normalità che ci attende. Veicoli elettrici, micromobilità, sharing mobility e nuovi modelli di business del trasporto pubblico locale saranno protagonisti di un cambio di paradigma che metterà al centro le esigenze delle persone e gli strumenti migliori per soddisfarle.

 

  • I “followers” della Conferenza potranno iscriversi gratuitamente e seguire per tre mesi online tutte le novità della mobilità innovativa e condivisa, gli ultimi dati e le buone pratiche anche a livello internazionale sulla piattaforma www.lesscars.it.

 

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