Bullismo e cyberbullismo, ne è vittima il 61% degli adolescenti

Autore:
Redazione
08/02/2021 - 05:21

Bullismo e cyberbullismo rimangono una delle minacce più temute tra gli adolescenti, dopo droghe e violenza sessuale. Ne è vittima il 61%. Ragazzi e ragazze non si sentono al sicuro sul web e, dopo il cyberbullismo, è il revenge porn a fare più paura, soprattutto tra le ragazze.

Nell’anno del Covid-19 i giovani esprimono tutta la sofferenza per il senso di solitudine, il 93% di loro afferma di sentirsi solo, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente.

L’OSSERVATORIO indifesa, realizzato nel corso del 2020, anche quest’anno ci riporta una fotografia della realtà raccontata direttamente dai ragazzi, attraverso le risposte di 6.000 adolescenti, dai 13 ai 23 anni, provenienti da tutta Italia.

Preoccupano i numeri di quella che sembra essere un’esperienza di sofferenza quotidiana per troppi giovani: il 68% di loro dichiara di aver assistito ad episodi di bullismo o cyberbullismo, mentre, come detto, ne è vittima il 61%.

Ragazzi e ragazze esprimono sofferenza per episodi di violenza psicologica subita da parte di coetanei (42,23%) ed in particolare il 44,57% delle ragazze segnala il forte disagio provato dal ricevere commenti non graditi di carattere sessuale online. Dall’altro lato l’8,02% delle ragazze ammette di aver compiuto atti di bullismo, o cyberbullismo, percentuale che cresce fino al 14,76% tra i ragazzi.

In sostanza, i dati confermano che i ragazzi della generazione Z conoscono bene le insidie che può nascondere il web. Difatti, tra i partecipanti alla rilevazione sei su dieci dichiarano di non sentirsi al sicuro online. Sono le ragazze ad avere più paura, soprattutto sui social media e sulle app per incontri: lo conferma il 61,36% di loro. Tra i rischi maggiori sia i maschi che le femmine pongono al primo posto il cyberbullismo (66,34%), a seguire per i ragazzi spaventa di più la perdita della propria privacy (49,32%), il revenge porn (41,63%), il rischio di adescamento da parte di malintenzionati (39,20%), di stalking (36,56%) e di molestie online (33,78%). Mentre, dopo il cyberbullismo, l’incubo maggiore per le ragazze è il revenge porn (52,16%) insieme al rischio di subire molestie online (51,24%), l’adescamento da parte di malintenzionati (49,03%) e la perdita della propria privacy (44,73%).

Proprio il revenge porn emerge come nuovo tema affrontato dai ragazzi nella rilevazione di quest’anno, una “novità” che li preoccupa molto. Del resto, un adolescente su tre conferma di aver visto circolare foto intime sue o di amici sui social network.

Quasi tutte le ragazze (95,17%) però riconoscono che vedere foto o video hot che le riguardano circolare senza il proprio consenso online, o su cellulari altrui, è grave quanto subire una violenza fisica. La percentuale scende leggermente per i ragazzi (89,76%).

Persistono, anche se minoritari, vecchi pregiudizi da sconfiggere: infatti, il 15,21% dei ragazzi considera come unaragazza facilequella che decide di condividere foto o video a sfondo sessuale con il partner. Mentre per le ragazze questo è vero per l’8,39% dei casi.

Pesanti, inoltre, le conseguenze, per i ragazzi italiani, del Covid-19 e delle misure di isolamento e distanziamento sociale: il 93% degli adolescenti ha affermato di sentirsi solo, con un aumento del 10% rispetto alla rilevazione precedente. Un aumento ancora più significativo se si pensa che la percentuale di chi ha indicato di provare solitudinemolto spessoè passata dal 33% a un drammatico e preoccupante 48%.

«I dati dell’OSSERVATORIO indifesa 2020 destano allarme e ci dicono come gli effetti della pandemia e i drastici cambiamenti che questi hanno portato nella vita dei ragazzi siano già oggi drammatici. L’isolamento sociale, la didattica a distanza e la perdita della socialità stanno provocando una profonda solitudine e demotivazione, ma anche ansia, rabbia e paura», afferma Paolo Ferrara direttore generale di Terre des Hommes.

«La solitudine sta portando anche a un ripiegamento sempre maggiore nei social dove aumentano i rischi di bullismo, cyberbullismo e, per le ragazze, di revenge porn. Finalmente la Legge n. 69/2019 ha disciplinato questa fattispecie come reato, ma non possiamo abbassare la guardia sugli aspetti educativi: il revenge porn sottintende il tradimento di un rapporto di fiducia ed è fondamentale ribadire che non possono essere ammessi atteggiamenti ambigui o colpevolizzanti nei confronti delle vittime!».

Infine, va ricordato che dal 2018 Terre des Hommes, assieme all’associazione Kreattiva, ha dato vita al Network indifesa, la prima rete italiana di WebRadio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyberbullismo e sexting. La rete, fondata sulla partecipazione e il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze attraverso il coinvolgimento attivo in tutte le fasi del progetto, ha stimolato gli studenti a realizzare programmi radio mirati alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere.

 

Foto di copertina: Pixabay

 

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