C’è un chiaro collegamento tra deforestazione e pandemia

Autore:
Redazione
07/04/2021 - 04:53

Circa 6.000 miliardi. Tanti si stima che fossero gli alberi sulla Terra prima della rivoluzione agricola. Oggi siamo a quota 3.000 miliardi, ma, per quanto sia ormai chiaro a tutti che la deforestazione non è priva di conseguenze nefaste sia per l’ambiente sia per l’uomo, siamo lontani da quella inversione di tendenza che tanto bene farebbe al nostro Pianeta.

E tra le conseguenze da addebitare all’eccessivo consumo di suolo, alla conversione delle foreste, alla deforestazione e alle troppo piantagioni di palme commerciali potrebbe esserci anche l’aumento dei focolai di malattie infettive.

A suggerirlo è uno studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Veterinary Science e condotto dagli scienziati del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) in Francia e dell'Università Kasetsart in Thailandia, in cui i ricercatori hanno valutato come i cambiamenti nella copertura forestale possono contribuire alle malattie zoonotiche e a quelle trasmesse da vettori animali.

«Non conosciamo ancora i meccanismi ecologici che intervengono in questi casi, ma ipotizziamo che le piantagioni, come la palma da olio, si sviluppino a scapito delle aree boschive naturali. Queste alterazioni dell’uso del suolo possono pertanto aggravare la perdita della biodiversità e favorire i serbatoi animali e i vettori di malattie, come le zanzare», afferma Serge Morand, del CNRS.

Diversi studi hanno confermato come la deforestazione possa provocare un impatto negativo sulla biodiversità, sul clima e sulla salute umana. La deforestazione in Brasile è già stata collegata alle epidemie di malaria, ma le conseguenze globali della deforestazione e dei cambiamenti della copertura forestale sulla salute umana e sulle epidemie non sono ancora state analizzate in dettaglio.

Il team di esperti ha, pertanto, valutato le alterazioni della copertura forestale tra il 1990 e il 2016, confrontando questi dati con le informazioni sulla densità di popolazione locale e le epidemie zoonotiche e di malattie trasmesse da vettori. Gli scienziati sottolineano che la deforestazione e il rimboschimento sono effettivamente collegati ai focolai di malattie, evidenziando una forte associazione tra deforestazione ed epidemie in paesi tropicali come Brasile, Perù, Bolivia, Repubblica Democratica del Congo, Camerun, Indonesia, Birmania e Malesia.

In regioni temperate come gli Stati Uniti, la Cina e l'Europa, al contrario, le attività di rimboschimento sembravano legate a malattie trasmesse da vettori come il morbo di Lyme. «I nostri risultati suggeriscono che una gestione attenta delle foreste rappresenta una componente fondamentale per prevenire future epidemie. Speriamo che questo lavoro possa essere utile per i decisori politici, in modo che possano riconoscere la grande importanza delle foreste nel contribuire ad un pianeta sano e pulito», osserva Morand.

«Vorremmo anche incoraggiare la ricerca sul ruolo centrale delle foreste nella speranza che questo permetta una migliore gestione delle aree boschive», dice in conclusione lo studioso.

(Fonte: AGI - Foto di copertina: Pixabay)

 

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