Edilizia: in futuro funghi al posto del cemento?

Autore:
Redazione
17/02/2021 - 06:01

Un’ipotesi innovativa che comporta una riduzione significativa delle emissioni di carbonio (CO2) e di sostanze inquinanti nel settore delle costruzioni è stata enunciata da studiosi della Columbia Graduate School of Architecture, Planning and Preservation (Columbia GSAPP) che hanno sviluppato un metodo per usare i funghi come materiale da costruzione ecosostenibile e rispettoso dell'ambiente.

Secondo gli esperti, infatti, i funghi, essendo ignifughi, resistenti, capaci di autoripararsi e durevoli, potrebbero ben presto sostituire il cemento nell'ambito della realizzazione di mattoni.

Questa soluzione, di cui si rende conto sul magazine della Commissione Europea - Ricerca e Innovazione, Horizon, si porta dietro almeno un altro aspetto positivo: come afferma David Benjamin della Columbia GSAPP, nel momento in cui si andasse a demolire un edificio così costruito, i materiali usati potrebbero biodegradarsi più facilmente.

Il gruppo di scienziati per realizzare il mattone ha combinato il micelio con rifiuti agricoli come paglia o scarti dal mais e, poi, ha coltivato il risultato per circa due settimane, abbastanza a lungo da colonizzare la paglia. Il composto è stato successivamente riscaldato o trattato chimicamente per uccidere il fungo.

«Il risultato è molto simile ad un mattone tradizionale, ma è costituito da solo materiale organico, il che significa che lo smaltimento sarebbe completamente sicuro per l'ambiente», sottolinea Benjamin.

Questo lavoro di ricerca rientra nell'ambito del progetto FUNGAR (Fungal Architectures), lanciato nel 2019 allo scopo di realizzare materiali da costruzione partendo proprio dal micelio. «Stando all’ultimo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (United Nations Environment Programme, UNEP), ogni anno i materiali da costruzione e l'edilizia sono responsabili di quasi il 40% delle emissioni di CO2 a livello globale. Il micelio, invece, costituito dalle radici fibrose dei funghi, sarebbe completamente sostenibile, a emissioni zero, ma anche leggero, durevole, modellabile e naturalmente ignifugo. Speriamo di andare ben oltre la realizzazione di mattoni», dice Phil Ayres, ricercatore presso il Center for Information Technology and Architecture di Copenhagen e membro fondatore del progetto FUNGAR.

Un esempio tangibile delle potenzialità dell’iniziativa ci arriva dal progetto open source The Living che, ideato da David Benjamin e commissionato dall’Università di Princeton, ha portato già nel 2014 alla creazione di un padiglione temporaneo alto circa 12 metri realizzato con i mattoni a fungo e posizionato all'ingresso del MoMA PS1 di New York (il MoMA PSI si trova nel Queens ed è una sede distaccata del MoMA - Museum of Modern Art ubicato a Manhattan).

Per gli studi futuri la speranza del gruppo di ricerca è quella di creare mattoni da costruzione in modo monolitico, mantenendo in vita il micelio che dovrebbe crescere in sinergia con la struttura realizzata.

«Il fungo potrebbe assumere la forma dell'edificio desiderato ed autoripararsi in caso di danneggiamento. Il micelio risponde anche agli impulsi elettrici, il che potrebbe consentire lo sviluppo di un muro smart in grado di interagire con l'ambiente», afferma Ayres.

La difficoltà principale legata al micelio vivente, spiega ancora l’esperto, sarebbe che richiederebbe nutrimento, intaccando così la struttura portante ed indebolendo l'integrità dell'edificio. «Si potrebbe risolvere teorizzando dei muri con due strati di micelio inattivo all'esterno e uno vivo all'interno; privo di acqua, lo strato interno rimarrebbe dormiente fino a quando non sarebbe necessario. È presto per pensare agli edifici realizzati interamente con questa tecnologia, ma il nostro ambiente ha bisogno di questo tipo di materiali. I funghi sono davvero interessanti come unità viventi e, oltre al già molto apprezzato ambito culinario, possono avere tantissime applicazioni. Sono un vero dono», conclude Phil Ayres.

(Fonte: AGI - Foto di copertina: Pixabay)

 

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