Papa Francesco, un libro per dire no all’economia dell’esclusione e dell’iniquità

Autore:
Federico Bizzini
17/09/2020 - 02:25

La dittatura dell’economia (Edizioni GruppoAbele, 2020), libro che, curato da Ugo Mattei, vede la prefazione di Don Luigi Ciotti, ha ad oggetto le riflessioni di Papa Francesco sui maggiori temi economici che hanno effetti diretti sulla vita dell’umanità.

Il saggio raccoglie alcuni dei più efficaci e attuali interventi che Papa Francesco ha dedicato al nostro tempo: si tratta di valutazioni anche molto radicali che richiamano espressamente il pensiero sia di uomini di cultura di sinistra sia quello di imprenditori illuminati.

Il punto iniziale è costituito dalla constatazione che l’umanità vive una svolta storica con progressi in vari campi, ma non si può dimenticare che allo stesso tempo la disperazione e il timore del futuro attanagliano anche quanti vivono nei paesi ricchi.

Si lotta per vivere con dignità e la teoria liberista, che dice che il benessere dei ricchi dovrebbe per caduta e automaticamente migliorare le condizioni di vita delle classi inferiori, non è mai stata provata storicamente, anzi è vero il contrario e cioè che i ceti benestanti rimangono indifferenti alle sorti di chi versa nel bisogno.

L’antico vitello d’oro di cui alla citazione biblica è stato sostituito dall’idolo del denaro, i guadagni di pochi crescono in modo esponenziale producendo sempre maggiori squilibri.

Nella enciclica Evangelii Gaudium si cita espressamente il famosissimo pensiero di Antonio Gramsci laddove è scritto: «Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. L’indifferenza è parassitismo, vigliaccheria non è vita. L’indifferenza opera pesantemente nella storia».

Non è paradossale che Papa Francesco e Gramsci si rivolgano agli stessi “indifferenti” e cioè coloro che ignorano i migranti, gli sfruttati, quanti muoiono nel Mediterraneo, i lavoratori senza diritti etc.

Lo sradicamento dei contadini dalla terra è intollerabile come lo spreco alimentare che sono veri e propri scandali.

Per Papa Francesco occorre rivendicare insieme con forza: nessuna famiglia senza casa, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti e dignità.

Intere popolazioni non solo sono sfruttate ma persino private dell’accesso all’acqua: l’inquinamento colpisce soprattutto i più poveri e coloro che non hanno accesso alle risorse alternative.

Inoltre, la falsa illusione della crescita infinita ha depauperato le risorse determinando il degrado dell’ambiente.

La tratta degli esseri umani, la criminalità organizzata, l’acquisto di organi dai poveri rispondono tutti alla logica dell’usa e getta: alla base vi è una cultura che corrompe.

La critica del Papa non risparmia la concezione degli spazi urbani e dei quartieri periferici oggetto di ghettizzazione con esclusione dai luoghi in cui si contemplano le bellezze urbanistiche. Anche gli umili hanno diritto di sentirsi a casa. Il deterioramento etico e culturale si accompagna a quello economico.

Tre sono le necessità imprescindibili:

  • Primo compito: mettere l’economia al servizio dei popoli;
  • Secondo compito: unire i popoli nel cammino della pace;
  • Terzo compito: difendere la Terra come madre dell’umanità, devastata, saccheggiata e umiliata per sottoporla ad interessi internazionali.

La bibbia è profetica e in essa si ripete molte volte lo stesso concetto a proposito della cacciata dei mercanti dal tempio. Il denaro è importante per le necessità della vita, ma diventa un problema quando diventa un idolo e fine a se stesso: Papa Francesco denuncia il culto idolatrico del denaro.

Così come i vescovi dell’Africa denunciano che la concentrazione monopolistica vuole asservire interi popoli in un ingranaggio gigantesco di sfruttamento. La fede sfida la tirannia del denaro.

Anche la teoria benicomunista di Adriano Olivetti, come il pensiero di Gramsci, viene citata perché è coniugata con una prassi capitalistica della produzione.

Il libro si conclude con la denuncia di un esempio pratico che registriamo quotidianamente sotto i nostri occhi e cioè il ricatto di quei datori di lavoro e imprenditori che approfittano della notevole offerta e richiesta di lavoro per estorcere ed imporre condizioni contrarie alla legge non assicurando una giusta retribuzione.

Non dovremmo mai dimenticare che chi perde il lavoro e non ha alternative perde la dignità.

Il direttore Eugenio Scalfari sostiene che Papa Francesco, del quale è grande amico, sia l’ultimo leader rivoluzionario rimasto sulla Terra e, leggendo questo libro, non possiamo dargli torto, anzi si ha la netta sensazione che la Chiesa stenti a seguirne gli insegnamenti.

 

Fotografia di copertina: Pixabay

 

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