Rifiuti urbani, in Italia bene il riciclo ma il Sud resta indietro

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Redazione
21/10/2020 - 04:32

Italia a due facce nel settore dei rifiuti: da un lato mostra una buona performance nel riciclo, al di sopra della media europea, ma dall'altro tutti i problemi di un Sud del Paese in cui c’è carenza di impianti per chiudere il ciclo e dove i cittadini pagano di più proprio per il trasporto dei rifiuti fuori Regione.

A dirlo è il Green Book 2020, il rapporto sul settore dei rifiuti urbani in Italia che, curato dalla Fondazione Utilitatis e promosso da UTILITALIA, ha evidenziato «un percorso di riforme strutturali in corso d'opera, ma ancora tante difficoltà da superare tra gli investimenti del fabbisogno impiantistico, lo snellimento delle procedure e la frammentazione gestionale».

In Italia il comparto dei rifiuti urbani ha un fatturato di oltre 10 miliardi di euro, in gran parte derivato dalla tariffa, un numero di addetti che supera le 95.000 unità e, in sostanza, le potenzialità per essere uno di quei settori in grado di incidere positivamente sul rilancio dell'economia nazionale.

Giunto alla sua ottava edizione, Green Book 2020 analizza l’attuale momento della gestione del ciclo dei rifiuti urbani, attraverso tre sezioni: contesto normativo; modelli di governance, operatori e spesa delle famiglie; osservatorio gare.

Si evidenzia che (il dato è riferito al 2018) la produzione di rifiuti urbani e assimilati ammonta a circa 30 milioni di tonnellate all'anno, mentre i rifiuti speciali si attestano a 130 milioni.

L'Italia ha un tasso di riciclo dei rifiuti urbani compreso tra il 45,2% e il 50,8%, quindi sopra la media europea che è del 47%. Il conferimento in discarica arriva invece al 22%. Green Book 2020 rileva che la gestione dei rifiuti rappresenta circa un quarto delle spese correnti dei Comuni e che la frammentazione gestionale si mantiene troppo elevata: solo il 25% dei gestori si occupa dell'intero ciclo, il dato scende al 2,4% considerando anche le gestioni comunali in economia.

Per quanto riguarda la spesa sostenuta dalle famiglie per il servizio, emerge un grande divario territoriale: in media la spesa è pari a 310 euro, con forti differenze tra i 273 euro del Nord e i 355 euro del Sud.

Secondo alcune stime - elaborate da UTILITALIA - si prevedono nei prossimi anni un fabbisogno di investimenti per circa 8 miliardi di euro necessari per realizzare impianti, introdurre la tariffa puntuale a livello nazionale e incrementare la raccolta differenziata (quantità e qualità), e in grado di raggiungere gli obiettivi delle direttive europee del “Pacchetto Economia Circolare”.

(Fonte: ANSA - Foto: Pixabay)

 

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