Rinnovabili e mobilità elettrica per raggiungere obiettivo UE sui gas serra al 2030

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Redazione
16/11/2020 - 04:16

Per raggiungere l'obiettivo europeo della riduzione delle emissioni climalteranti del 55% al 2030, sarà necessario tagliare altri 94 milioni di tonnellate di CO2. Non sarà ovviamente semplice, ma una spinta decisiva potrà arrivare da rinnovabili, sistemi di accumulo e mobilità sostenibile che, nei prossimi anni, conosceranno un boom straordinario.

Lo ha spiegato Vittorio Chiesa, direttore dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, presentando qualche giorno fa il Rapporto sullo stato dell'arte delle rinnovabili in Italia, realizzato per le fiere della green economy, quest’anno solo digitali, Ecomondo e Key Energy.

Sul fronte delle rinnovabili, la nuova potenza installata nel corso del 2019 è stata di circa 1.210 MW, superiore di soli 50 MW a quella installata nel corso del 2018. Una crescita decisamente limitata, trainata principalmente dai comparti di eolico e fotovoltaico.

Lo scenario tendenziale previsto per l’eolico al 2030 comporterebbe uno scostamento dall’obiettivo di 35 GW, mentre per il fotovoltaico nel 2021 dovrebbero riprendere le installazioni, ma con un tasso di crescita della capacità installata sostanzialmente pari a quello registrato nel 2019.

In definitiva, rimanendo così le cose, nel 2030 si avrebbe un gap rispetto all'obiettivo UE pari ad oltre 23 GW. «Serve, dunque, raddoppiare la potenza installata per l'eolico e aumentare di quasi tre volte quella per il fotovoltaico», ha sottolineato Chiesa.

Direttamente connessi con le rinnovabili, i sistemi di accumulo, elettrochimico e di pompaggio, garantiscono al 2019, secondo la ricerca, una potenza totale installata di 7.500 MW. Nel 2030 dovrebbero raggiungere la soglia di 17.930 MW.

Invece, adottare su larga scala l’idrogeno potrebbe dare una grossa mano per la riduzione delle emissioni climalteranti. Si ritiene, infatti, che nel 2050 l'idrogeno avrà un ruolo significativo, fino a raggiungere un potenziale livello di penetrazione del 23% della domanda energetica, con un contributo di oltre 200 TWh, e di bilanciamento del sistema elettrico.

Secondo il rapporto sarà poi necessario raddoppiare il tasso medio di ristrutturazione degli edifici (al momento fermo all’1%), e prevedere un contributo maggiore di interventi di ristrutturazione profonda (che riducono i consumi al 60%).

Anche la mobilità elettrica non va trascurata. Nel 2019 sono state immatricolate 17.065 auto elettriche (con un + 78% rispetto all'anno precedente), di cui 10.566 solo elettriche (+111%) e 6.499 ibride (+42%). In termini relativi, si tratta dello 0,9% sul totale delle immatricolazioni (pari a circa 2 milioni nel 2019), con un incremento di 0,4% punti percentuali rispetto all'anno precedente.

«Il freno agli investimenti nelle rinnovabili non è la mancanza di fondi, ma la rimozione degli ostacoli burocratici. Serve dunque mettere mano al permitting e velocizzare le procedure attraverso una riforma complessiva, prevedere un fast track autorizzativo per le opere strategiche e maggiori risorse per gli uffici pubblici coinvolti», ha osservato in conclusione Vittorio Chiesa.

(Fonte: ANSA - Foto di copertina: Pixabay).

 

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