Strade sempre più “green”: in Italia 600 km di asfalti realizzati con gomma riciclata da PFU

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Redazione
07/01/2021 - 05:04

Guidare su una strada senza buche, meno rumorosa e più sicura è il sogno di ogni automobilista, un sogno che è già realtà in tutta Italia dove sono stati realizzati lunghi tratti di strada con l’impiego di asfalti modificati con l’aggiunta di gomma da riciclo dei Pneumatici Fuori Uso (PFU).

Il 2020 ha visto crescere l’utilizzo di asfalti modificati, con un +63% rispetto al 2019. In totale, secondo i dati forniti da Ecopneus, nel nostro Paese sono già stati realizzati circa 600 chilometri di strade con l’impiego di asfalti che, modificati con gomma riciclata da PFU, durano più a lungo rispetto a quelli tradizionali, riducendo sensibilmente rumore e costi di manutenzione.

Per ottenerli si aggiunge polverino di gomma al bitume per asfalti: il risultato è una pavimentazione stradale dalle prestazioni meccaniche migliori rispetto ai bitumi convenzionali e in grado, inoltre, di ridurre il rumore generato dal passaggio dei veicoli.

Riepilogando, i vantaggi degli asfalti modificati con polverino di gomma riciclata sono:

  • riduzione della rumorosità generata dal pneumatico nel contatto con la strada e, in alcune tipologie di asfalto, anche dal veicolo più in generale (si parla di una riduzione fino a 5 dB del rumore generato dal passaggio dei veicoli);
  • lunga durata della pavimentazione ed eccezionale resistenza all’invecchiamento, con esperienze internazionali che attestano durate fino a tre volte superiori rispetto ad un asfalto tradizionale;
  • maggiore resistenza della superficie al formarsi di fessurazioni e crepe di ogni tipo, da cui consegue il contenimento degli interventi di manutenzione, con riduzione degli inconvenienti derivanti dai cantieri stradali e dei relativi costi;
  • maggiore sicurezza, grazie all’ottimale aderenza, al drenaggio dell’acqua con drastica riduzione dell’effetto splash and spray in caso di pioggia ed al miglioramento della visibilità. La maggiore resistenza al formarsi di buche e la conseguente minore presenza di cantieri stradali aumenta il comfort per i cittadini e riduce incidenti e rumorosità.

Gli asfalti modificati con aggiunta di gomma riciclata rappresentano una soluzione innovativa e vantaggiosa, diffusa da oltre 60 anni in tutto il mondo e che in Italia sta trovando sempre più spazio: si è passati, infatti, dai poco più di 100 chilometri del 2010 ai 592 chilometri totali a fine 2020, con un incremento di ben il 63% rispetto al 2019. In Italia già 42 province hanno scelto di affidarsi a questa valida tecnologia: Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Trentino-Alto Adige sono le regioni in cui sono state realizzate le esperienze più significative.

Un trend positivo dunque e una conferma della maturità del settore. Gli asfalti modificati con gomma riciclata rappresentano ad oggi una tra le soluzioni più interessanti per le pubbliche amministrazioni e gli enti gestori del patrimonio stradale italiano in quanto permette di investire al meglio le risorse economiche per le infrastrutture stradali, riducendo al contempo i disagi per gli utenti, l’impatto ambientale dell’attività di costruzione e i costi riferiti alla manutenzione delle strade.

«I risultati raggiunti ci incoraggiano e ci spronano a continuare in questa direzione. Ci siamo impegnati molto negli anni a diffondere una maggiore conoscenza di questa valida applicazione della gomma riciclata, abbiamo attivato e supportato diversi studi scientifici e iniziative, come il progetto LIFE NEREiDE cofinanziato dall’UE. Per il 2021 auspichiamo una sempre più ampia diffusione di questa tecnologia anche grazie all’entrata in vigore del nuovo decreto End of Waste che fornirà un importante supporto per aumentare la qualità dei materiali riciclati dai PFU. Anche molte importanti realtà nazionali sono sempre più attente a questa tecnologia», ha dichiarato Giovanni Corbetta, direttore generale di Ecopneus.

In conclusione, l’impiego del polverino di gomma riciclata dai Pneumatici Fuori Uso permette di realizzare asfalti in grado di coniugare prestazioni meccaniche di alto livello con ricadute positive per la collettività in termini di riduzione del rumore e sostenibilità ambientale.

 

Foto di copertina: Pixabay

 

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