Umberto Eco, illuminanti riflessioni su fascismo, pregiudizio ed intolleranza

Autore:
Federico Bizzini
24/09/2020 - 03:13

Recentemente il quotidiano la Repubblica ha dato in omaggio ai suoi lettori due volumi che raccolgono scritti ed interventi di Umberto Eco: Il fascismo eterno e Migrazioni e intolleranza.

I testi contenuti nei due libri, nonostante siano stati scritti parecchi anni or sono (il più vecchio risale al 1995), risultano attualissimi e vale senz’altro la pena richiamarli per dare loro ulteriore divulgazione in un’epoca in cui sentiamo l’impellente necessità di sostenere i due temi contro la vulgata dei populisti che negano l’esistenza degli aspetti deteriori della dittatura e forniscono una falsa rappresentazione del tema dell’immigrazione.

La grandezza di Eco è fuori discussione, essendo stato uno dei maggiori intellettuali dello scorso secolo, e i suoi scritti meritano sempre di essere letti, sono senza tempo.

Scrive Eco che il fascismo si fondava sul mito del Duce capo carismatico, sul rifiuto della democrazia, sull’antisemitismo. Ed aggiunge che fu privo di una dottrina vera e propria, se paragonato al nazismo: il grande pensatore di quell’epoca fu Giovanni Gentile, ma Benito Mussolini era solo retorica. La resistenza di contro fu permeata da un moto popolare di diversa ispirazione poiché le formazioni non furono organizzate solo da comunisti, anche se questi ultimi la sfruttarono come una “proprietà personale”.

Il Movimento Sociale Italiano (MSI) fondato nel dopoguerra certamente era permeato dai valori del fascismo e il suo capo riconosciuto, Giorgio Almirante, era solo il degno erede della retorica dittatoriale: ridicolo ed improponibile il tentativo antistorico di attribuire un valore positivo ad Almirante che non rinnegò mai la sua militanza quale ufficiale della Repubblica Sociale di Salò.

Alla base del fascismo vi fu certamente l’ossessione del complotto che è molto simile ad una tesi ricorrente dei vari Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il modo più facile per fare emergere un complotto è quello di fare appello alla xenofobia. I nemici sono i ricchi imborghesiti, i radical chic, gli ebrei.

Gli eredi del fascismo per Eco sono connotati dalla volontà di potenza, dal machismo e fanno riferimento ad un populismo qualitativocostituito da internet e attraverso i canali TV, un gruppo selezionato di cittadini che si esprimono come voce del popolo.

Finito il fascismo il giovane Eco scopre nuovi messaggi sconosciuti nell’epoca fascista, parole come libertà di stampa, di espressione, di associazione politica. In fondo la fine del fascismo ha lasciato un solo motto: non dimenticare mai!

Invece, la breve opera sul tema dei migranti nasce da una serie di conferenze tenute all’estero a partire dal 1997. Le migrazioni, violente o pacifiche, sono fenomeni naturali che avvengono e nessuno le può controllare, interi popoli che si spostano da una nazione all’altra. Un flusso inarrestabile da Sud verso Nord.

I fenomeni che l’Europa cerca di affrontare come immigrazione sono invece vere e proprie migrazioni. Il problema è che l’Europa, come già allora Umberto Eco prevedeva, sarà sempre più «un continente multirazziale o, se preferite, colorato».

Fondamentalismo e integrismo sono due facce della stessa medaglia. Il fondamentalismo è legato all’interpretazione di un libro sacro mentre l’integralismo pretende che i suoi principi diventino un modello di vita politica e fonte delle leggi dello Stato.

L’intolleranza più tremenda è quella dei poveri, vittime della differenza e della indifferenza. Tra i ricchi non c’è razzismo. La sfida è quella di educare alla tolleranza, ma per evitare di intervenire troppo tardi occorre combattere l’intolleranza alla radice con una educazione costante che inizi in tenera età.

Gli occidentali hanno scoperto con troppo ritardo che anche gli altri popoli ci guardano.

Basta che ci allontaniamo 50 chilometri dalla nostra città per notare le differenze dai nostri vicini che non sono difetti o difformità. Eliminare il razzismo non vuol dire convincersi che gli altri sono diversi da noi, ma comprendere e accettare la loro diversità.

 

Foto di copertina: Umberto Eco - Università Reggio Calabria - Ufficio Stampa Università Mediterranea di Reggio Calabria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=694889

 

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