Alla scoperta della Medicina Spagirica

Autore:
Marisa Falcone
31/10/2022 - 03:23

Jacqueline Lo Monaco, una laurea in Scienze Politiche, in passato prima un incarico che l’ha portata negli Stati Uniti grazie alla conoscenza delle lingue straniere e poi il delicato ruolo di dirigente aziendale. Rivede la propria vita dopo il secondo matrimonio, decide di avere un figlio. All’improvviso la scoperta di una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale, la sclerosi multipla.

«Nel 2004 sono diventata mamma del mio unico figlio. Avevo strani sintomi da qualche tempo, al Besta di Milano venni definita “caso clinico isolato” perché la forma di sclerosi multipla che mi aveva colpito era anomala. Dopo questa diagnosi ho avuto bisogno di guardarmi dentro e ripercorrere la mia vita passata. Dopo un lungo dialogo con me stessa, ho deciso di frequentare in Toscana la “Comunità di Etica Vivente”, fondata da Sergio Bertoli, medico e psicoterapeuta, allievo del famoso Roberto Assagioli, psichiatra e psicoterapeuta fondatore della psicosintesi. Mi sono accostata così alla meditazione creativa.

Dopo questa esperienza ho deciso di iscrivermi alla Scuola di Naturopatia OlisticaNaturovaloris” di Costanza Giunti per acquisire le competenze tecnico-scientifiche nell’uso dei presidi naturali e la capacità di orientare e guidare chi si sarebbe rivolto a me. Ho frequentato questa scuola per cinque anni ed ho conseguito il titolo per esercitare la professione di Naturopata Professionista, Operatore del Benessere e della Prevenzione Primaria».

Aiutaci a comprendere meglio la tua formazione, così ci aiuti a distinguere chi si improvvisa conoscitore delle erbe e pretende di poter curare con qualche bustina di tisana e chi invece ha le competenze professionali per farlo.

«La scuola “Naturovaloris” che io ho frequentato è stata fondata da medici, erboristi e altri professionisti con formazione naturopatica per formare gli allievi a una visione olistica dell’essere umano. Particolare rilievo è dato alle interrelazioni tra psiche, corpo energetico e corpo fisico. È un percorso complesso e completo alla fine del quale, dopo avere conseguito il titolo professionale, ho continuato gli studi per poter apprendere la Spagirica».

Che cos’è la Spagirica?

«La Spagirica è una filosofia che concepisce tutto ciò che esiste come frutto di relazioni tra forze energetiche o archetipi. Si basa sul principio secondo cui nell’uomo sano le forze dense e sottili sono in perfetto equilibrio e che la malattia arriva quando l’equilibrio viene spezzato. Quindi gli squilibri energetici scatenano la malattia sul piano fisico.

Per potere essere praticata è previsto un vero e proprio percorso iniziatico.

Non si può comprendere la Spagirica se prima non si comprende che cos’è l’Alchimia, perché la Spagirica deriva dall’Alchimia».

Il discorso diventa sempre più affascinante, parlaci dell’Alchimia.

«L’Alchimia ha origini che si perdono nella notte dei tempi, pare sia nata tra l’India, la Cina e l’Egitto. È menzionata in tutte le culture del passato remoto. È una forma di Conoscenza Superiore tesa alla trasformazione psicologica, spirituale e fisica dell’individuo tramite il dominio della Energia che permea la Natura e l’Essere Umano. È nota la metafora della trasformazione dei metalli vili in oro che allude alla trasformazione alchemica dell’essere umano che si impegna in questo percorso. Il fine ultimo dei processi alchemici è infatti l’elevazione spirituale attraverso la purificazione della materia.

Preciso che il percorso alchemico è aperto sia al maschile che al femminile, non conosce differenze di sesso. Spazia in tutti i campi delle manifestazioni umane: dall’arte alla letteratura, dalla religione alla scienza, dalla musica alla astrologia fino alla medicina».

Puoi dirci come il sapere alchemico è giunto fino a noi?

«Grazie agli Arabi. È con gli Arabi che l’Alchimia raggiunge il suo massimo splendore; nella cultura araba troviamo la prima testimonianza diretta dell’applicazione dell’Alchimia alla Medicina. Nasce la Spagirica come scienza, occorre precisare però che questa definizione verrà creata più tardi da Paracelso. Il medico arabo Avicenna scrisse il famoso libro “Canone di Medicina”, dove vengono citate ben 760 piante medicinali con relativi usi, e il “Libro dei Rimedi” dedicato ai minerali. Si deve agli alchimisti arabi la traduzione dal greco della “Tavola Smeraldina” di Ermete Trismegisto.

Faccio una rapida carrellata citando i nomi più noti di coloro che negli anni a seguire si occuparono di Alchimia.

Nel XIV secolo Basilio Valentino scrisse “Le dodici chiavi della Filosofia”; nel XV secolo vi fu il contributo di Tritemio detto l’arcimago, poi quello essenziale di Paracelso, padre della Medicina Spagirica. Egli applicò lo studio dei metalli alla Medicina e realizzò i primi farmaci trasformando le erbe. Sostenne che l’uomo e l’universo, essendo costituiti dalle stesse sostanze, sono governati dalla stessa armonia; attribuì all’essere umano un corpo fisico e un corpo siderico-astrale, quest’ultimo è quello che permette il contatto con le energie che pervadono l’universo. Paracelso è considerato il precursore della Medicina psicosomatica. Nei secoli a seguire ricordiamo Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Giordano Bruno, Michele Scoto, Fulcanelli e Barbault, ingegnere e astrologo che scrisse “L’oro del millesimo mattino”. Oggi negli U.S.A. la Paracelsus Research Society conduce studi e ricerche sull’Alchimia».

Approfondiamo ora la Spagirica Vegetale.

«La Spagirica vegetale è l’applicazione dell’Alchimia alla preparazione di tinture ed essenze ricavate dalle piante officinali. Mira a creare un ponte tra la natura e l’uomo. Il fondamento essenziale della cura per mezzo delle piante è che ogni preparazione spagirica contiene in modo potente la forza guaritrice della pianta o delle piante usate. Con il processo alchemico di preparazione viene eliminata ogni impurità dalle piante usate».

Che differenza c’è tra semplici tinture e preparati erboristici reperibili sui banchi di erboristerie, farmacie e parafarmacie e rimedi spagirici?

«Le semplici tinture, i decotti o gli infusi sfruttano la potenza medicinale della pianta solo in parte. La preparazione spagirica, invece, “aprela pianta ed integra vari componenti dopo un processo di separazione e purificazione. Per le preparazioni spagiriche si usano solo piante officinali sane e cresciute senza alcun concime chimico, in regioni non inquinate dove scorrono acque sorgive purissime, raccolte in momenti astrologici particolari. Chi si appresta a operare dovrà curare di praticare prima un rituale che ha imparato durante la formazione e che può essere rivelato solo agli adepti che ne possono comprendere il significato».

Puoi farci qualche esempio su come vengono prescritti i preparati spagirici, come avviene l’incontro tra l’operatore spagirico e il cliente?

«L’incontro tra l’operatore e chi chiede il suo aiuto è un momento fondamentale che va oltre il piano fisico. Innanzitutto occorre che la persona si senta a proprio agio, si rilassi e si ponga in un atteggiamento di fiducia verso l’operatore e verso la scienza spagirica.

Non basta ascoltare l’elenco dei sintomi del corpo fisico, occorre comprendere il vissuto della persona, le sofferenze di cui porta i segni. L’indagine, grazie all’ascolto, si sposta sul piano astrale. L’operatore suggerisce quindi le cure spagiriche utili a recuperare equilibrio e benessere. Non verrà mai sconsigliato al cliente di fare ricorso alla medicina allopatica e di assumere farmaci, la spagirica ben si armonizza con la medicina allopatica, le cure farmacologiche e le cure spagiriche agiscono in sinergia tra loro».

Quali i medicamenti più comuni?

«La Spagirica prevede cure personalizzate; si guarda al segno zodiacale, al piano astrale del cliente oltre che alla sua storia e alla malattia. Un rimedio può essere appropriato per una persona e risultare deleterio per un’altra perché, sebbene i sintomi siano gli stessi, le persone sono diverse l’una dall’altra per una serie di fattori. Quindi mai assumere rimedi spagirici con il criterio fai da te.

Tra le erbe più usate in spagirica ricordo la lavanda, il biancospino, la canapa, l’iperico, la menta, la salvia, la passiflora, giusto per fare qualche esempio. Con le erbe si agisce sui sintomi più fastidiosi, si fornisce supporto e aiuto per ritrovare il benessere. Occorre spesso rivedere il proprio stile di vita, recuperare positività e ritrovare la serenità. A volte è consigliabile un percorso con un esperto psicoterapeuta».

Jacqueline, infine torniamo a te e alla tua vita. Che cosa ti ha donato questo percorso? Com’è cambiato il tuo approccio con la tua malattia? La trasformazione alchemica è in atto?

«La trasformazione alchemica è un processo continuo, fatto di momenti di difficoltà, di scoraggiamento e di ritrovato entusiasmo. Impegno costante e fiducia sono imprescindibili.

, la mia vita è cambiata. Grazie agli studi e alla pratica spagirica il mio approccio con il mondo circostante è più sereno. Sono diventata flessibile, ho imparato ad ascoltare gli altri e so di dovere praticare con impegno l’arte della pazienza. Ho imparato ad accettarmi come sono, ho scoperto la virtù terapeutica del perdono. Ho capito che dovevo recuperare l’equilibrio energetico, agire sul piano sottile per ottenere benefici anche sul piano fisico».

 

Un argomento così affascinante merita di essere approfondito, per questo A.D.A.S. vi dà appuntamento al 9 novembre (ore 18.30). Incontreremo Jacqueline e potremo dialogare con lei e con altri esperti. Chi desidera partecipare può contattare la nostra segreteria al 335/5279210.

 

Foto di copertina: Pixabay

 

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