Fortunato Depero, a Palermo l’artista totale che seppe anticipare i tempi

Autore:
Redazione
10/11/2022 - 02:14

Una forma d’arte totale, dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità: Fortunato Depero (Fondo, 30 marzo 1892 – Rovereto, 29 novembre 1960) nel corso della sua esistenza si è reso protagonista del Movimento Futurista, dando vita a progetti che spesso hanno anticipato i tempi. Nessuno come lui è stato dunque in grado, nella prima metà del secolo scorso, di incarnare l’idea italiana di artista totale ed adesso la mostra Depero Mito Presente costituisce un'occasione straordinaria per ripercorrere la carriera di questo grande protagonista del Novecento che ha avuto, assieme a Giacomo Balla, un ruolo fondamentale per lo sviluppo del cosiddetto Secondo Futurismo.

L’esposizione, promossa ed organizzata da RISO - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, diretto da pochi mesi da Maddalena De Luca che ne ha curato il coordinamento generale, nasce in collaborazione con il MART di Rovereto, ed esplora l’attualità di Depero facendoci comprendere quanto abbia influenzato arte, moda e design dagli anni Settanta ad oggi.

La mostra, ospitata a Palazzo Riso (Corso Vittorio Emanuele, 365) fino al prossimo 15 gennaio, regala pertanto un’occasione straordinaria per ripercorrere la carriera dell’artista; secondo il progetto della curatrice Nicoletta Boschiero, vengono messi in rilievo tre importanti interventi artistici di Depero: Balli Plastici, 1918; il Cabaret del Diavolo, 1922; la pubblicità in relazione al soggiorno dell’artista a New York nel 1928-30. Infine, una piccola ma preziosa appendice è dedicata al viaggio di Depero in Sicilia avvenuto nel 1926, quando fu ospite dell’amico e futurista Guglielmo Jannelli.

I Balli Plastici, presentati al Teatro dei Piccoli a Roma nell’aprile 1918, sono il primo tentativo di Depero, realizzato in collaborazione con Gilbert Clavel, di sostituire l’attore tradizionale con marionette animate dalla compagnia marionettistica Gorno dell’Acqua, diretta da Vittorio Podrecca. Lo spettacolo si svolge in cinque azioni mimico-musicali, intitolate rispettivamente Pagliacci, L’uomo dai baffi, I selvaggi, L’orso azzurro. La quinta scena, Ombre, appare solo nella serata di gala ma poi non viene più presentata. È uno spettacolo in cui attori e ballerini sono sostituiti da marionette di legno, su musiche di Casella, Malipiero, Bartok, Tyrwhitt.

Le marionette che vediamo oggi sono una ricostruzione a cura di Enzo Cogno che le riedita nel 1980 perché, conclusa l’esperienza teatrale, i fantocci vengono collocati in un magazzino (la cui spesa è sostenuta da Gilbert Clavel fino al 1922), ed in seguito sono dispersi.

Con la Casa d’Arte Futurista, nata a Rovereto nel primo dopoguerra, Depero viene presto coinvolto nell’allestimento del locale d’avanguardia, il Cabaret del Diavolo. Inaugurato da Filippo Tommaso Marinetti il 19 aprile 1922, appare come un grandioso progetto decorativo creato da Depero con la collaborazione della ditta Lovisi di Trento e di valenti artigiani; gli verrà commissionato da Gino Gori, proprietario del locale che si trova nel sotterraneo dell’Hotel Élite et des Étrangers in via Basilicata a Roma. Depero realizza tra il 1921 e i primi mesi del 1922 un ambiente di cui progetta decori, arredi, tarsie in panno. Un progetto trasversale che ci anticipa una moderna installazione: sarà l’artista a rivestire i diversi ruoli di progettista, arredatore, scenografo, secondo quanto ideato nel manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo.

Con la sua partenza per New York, in un contesto moderno e ricettivo nei confronti delle sperimentazioni delle avanguardie internazionali, Depero mise a frutto le sue competenze nel campo della grafica, del design e della decorazione di interni, pur senza ottenere un reale successo economico. Sono di questo periodo i suoi studi per le copertine di Vogue e Vanity Fair, gli arredi per il Ristorante Zucca o la varietà delle opere esposte per la sua personale alla Guarino Gallery.

Depero arriva nella metropoli americana con la moglie Rosetta nel 1928, spinto dal desiderio di confrontarsi davvero con la modernità e forte della convinzione che l’ambiente newyorkese avrebbe accolto con favore le opere prodotte dalla sua Casa d’Arte. Fermamente intenzionato a proiettarsi in una dimensione internazionale, apre subito la filiale americana della Casa d’Arte, la Depero’s Futurist House, ed inizia una serrata campagna di promozione, con eventi, locandine e manifesti. Ma a causa della grande crisi economica del 1929 e della preferenza del mercato americano per prodotti realizzati industrialmente più che artigianalmente, l’impresa fallisce e Depero ripiega sui due ambiti che, in Italia, gli avevano procurato un qualche guadagno: il teatro, e dunque collaborerà in particolare con il Roxy Théatre dell’impresario Leon Leònidoff; la pubblicità, quindi disegnerà copertine e illustrazioni per celebri riviste come Vogue, Vanity Fair, The New Yorker, in bilico tra Futurismo e gusto Déco in voga negli Stati Uniti.

«Depero è stato un artista fascista ma libero dai limiti di una politica che aveva una visione ristretta e nazionalistica», ha detto Vittorio Sgarbi, presidente del MART di Rovereto, intervenendo lo scorso ottobre al vernissage di Depero Mito Presente con il vicepresidente del MART Silvio Cattani. «È il vero primo grande artista italiano, non provinciale, che capisce che il rumore e il cuore del mondo sono a New York; è l’emblema stesso del Futurismo».

A Palazzo Riso sono esposte alcune fra le opere più belle e preziose di Depero, grandi oli, acquarelli, disegni, fino al famoso libro imbullonato, copia di proprietà della Biblioteca Regionale della Sicilia le cui pagine è possibile sfogliare virtualmente su un monitor.

Depero ha lavorato parecchio con Bianchi, Strega e Campari per la quale realizza oltre cento manifesti. Non è un caso che ancora oggi la bottiglia del Campari Soda è quella da lui disegnata, a forma di calice rovesciato.

In conclusione, la mostra dedicata a Fortunato Depero è un evento che impreziosisce l’offerta culturale della città di Palermo e che vi consigliamo caldamente di non perdere!

(Fonte: ANSA / CoopCulture)

 

In copertina: Depero, The New Babel (1930 - tempera su cartoncino)

 

Leggi anche i seguenti articoli

www.ilpapaverorossoweb.it/article/palazzo-abatellis-palermo-larte-diventa-uno-strumento-combattere-la-demenza-senile

www.ilpapaverorossoweb.it/article/palermo-riaperto-il-complesso-monumentale-dello-steri

 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci