Fruttosio, solo a piccole dosi

Autore:
Redazione
04/03/2021 - 01:49

Ampiamente utilizzato nella produzione alimentare, il fruttosio si trova in dolci, alimenti trasformati e bevande zuccherate. Una nuova ricerca, condotta da esperti dell’Università di Swansea in collaborazione con gli scienziati dell'Università di Bristol e del Francis Crick Institute di Londra, ha evidenziato che consumare una dieta ricca di fruttosio potrebbe impedire il corretto funzionamento del sistema immunitario delle persone con modalità che, fino a questo momento, non erano note.

Il fruttosio è associato all'obesità, al diabete di tipo 2 e alla steatosi epatica non alcolica e la sua assunzione è aumentata notevolmente in tutto il mondo negli ultimi anni. Tuttavia, la conoscenza dell'impatto del fruttosio sul sistema immunitario di coloro che lo consumano in livelli elevati è stata finora limitata.

Il nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, mostra che il fruttosio provoca l'infiammazione del sistema immunitario e questo processo produce molecole più reattive associate alla stessa infiammazione. L'infiammazione di questo tipo può continuare a danneggiare cellule e tessuti e contribuire a far sì che organi e sistemi del corpo non funzionino come dovrebbero causando malattie.

La ricerca porta anche a una più profonda comprensione di come il fruttosio potrebbe essere collegato al diabete e all'obesità, poiché l'infiammazione di bassa intensità è spesso associata proprio all'obesità. Si basa, inoltre, sul crescente corpus di prove a disposizione dei responsabili delle politiche di salute pubblica sugli effetti dannosi del consumo di dosi eccessive di fruttosio (pensate, ad esempio, che alcuni studi hanno dimostrato che, quando la quantità di fruttosio nell’organismo supera una determinata soglia, si può andare incontro a impulsività, aggressività e problemi comportamentali, come disturbo da deficit di attenzione o iperattività, depressione maniacale e disturbo bipolare).

«La ricerca sui diversi componenti della nostra dieta può aiutarci a capire cosa potrebbe contribuire all'infiammazione e alla malattia e cosa potrebbe essere meglio sfruttato per migliorare la salute e il benessere», sottolinea il dottor Nick Jones della Scuola di Medicina dell’Università di Swansea.

«Il nostro studio è entusiasmante perché ci fa fare un ulteriore passo avanti verso la comprensione del motivo per cui alcune diete possono portare a problemi di salute», dice in conclusione la dottoressa Emma Vincent della Scuola di Medicina dell’Università di Bristol.

(Fonte: Swansea University/ANSA - Foto di copertina: Pixabay).

 

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