Spondiloartriti, ne soffrono 50.000 siciliani

Autore:
Redazione
11/11/2022 - 01:15

Patologie che colpiscono in Sicilia circa 50.000 persone (in Italia, invece, i casi registrati sono 600.000). Parliamo di spondiloartriti, un gruppo di malattie reumatologiche caratterizzate da infiammazione e forti dolori alla colonna vertebrale o alle articolazioni di mani, piedi, ginocchia.

Si tratta di malattie infiammatorie croniche autoimmuni - tra cui spondilite anchilosante e artrite psoriasica - che interessano principalmente gli adulti nel pieno della loro vita sociale e professionale (il picco d’esordio è tra i 25 e i 40 anni), ma nonostante questi numeri il ritardo diagnostico è ancora troppo alto.

«Le spondiloartriti possono avere conseguenze anche molto gravi, per cui è importante imparare a riconoscerle subito. In caso di mal di schiena o dolori alle articolazioni che si manifestano prima dei quarant’anni e durano anche diversi mesi, occorre rivolgersi al medico e non tentare soluzioni fai da te», dice Giuliana Guggino, professore associato di Reumatologia all'Università di Palermo e responsabile dell'Unità di Reumatologia del Policlinico Universitario “Paolo Giaccone” di Palermo.

«I sintomi della spondilite anchilosante e dell'artrite psoriasica possono trarre in inganno ed essere confusi, ad esempio, con un banale mal di schiena, oppure in molti casi si associano a una comune malattia cutanea come la psoriasi. Velocizzare il raggiungimento di una diagnosi e dare rapidamente l'avvio alle cure, rappresenta un vantaggio significativo per il benessere del paziente, visto che le cure ci sono e permettono il ritorno a una vita normale», aggiunge Fabiola Atzeni, professore ordinario dell'Università di Messina.

Dopo l'approvazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), è ora disponibile in Sicilia una terapia innovativa sia per la spondilite anchilosante sia per l'artrite psoriasica che si somministra una volta al giorno per via orale.

«Oggi i medici hanno a disposizione varie terapie efficaci, tra cui upadacitinib, appena approvato dall'AIFA e già disponibile nel nostro Centro, capaci di indurre la remissione, cioè la condizione di malattia spenta, che quindi non procura più dolore infiammatorio, con arresto della progressione del danno articolare, in una rilevante percentuale di casi. Un obiettivo più facilmente raggiungibile se le terapie vengono iniziate tempestivamente, per cui è determinante la diagnosi precoce rivolgendosi tempestivamente allo specialista reumatologo», sottolinea Michele Colaci, professore di Reumatologia dell'Università di Catania, responsabile dell'Unità di Reumatologia dell'Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro di Catania.

 

Foto di copertina: Pixabay

 

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