Telemonitoraggio pazienti affetti da scompenso cardiaco, al Cannizzaro di Catania un’esperienza da imitare

Autore:
Santo Gulisano
01/02/2024 - 21:38

Il 19 e 20 ottobre scorsi si è tenuto a Firenze l’VIII Forum Sistema Salute dal titolo “Ri-Evoluzione dell’Intelligenza” che, come negli anni passati, ha rappresentato un importante punto di riferimento per la sanità a livello nazionale e che, in questa edizione, ha avuto come filo conduttore un approccio nuovo e “intelligente” ai fatti strategici e operativi che riguardano la Sanità italiana.

Una specifica sezione è stata dedicata aI migliori progetti di sanità territoriale – DM77che ha visto premiare, con un prestigioso secondo posto (erano, infatti, 64 le candidature provenienti da tutta Italia), il progetto diTelemonitoraggio remoto dei pazienti affetti da scompenso cardiacopresentato dal team dell’Ambulatorio Scompenso Cardiaco dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania.

La stessa progettualità di monitoraggio da remoto si era aggiudicata nel 2022 il I Premio regionale “Best Insanitas” nella categoria Telemedicina.

Realizzata nell’U.O.C. di Cardiologia del dottor Francesco Amico dall’ambulatorio coordinato dalla dottoressa Maria Catalano (dirigente medico) e composto dalle dottoresse Mariella Russo (infermiera), Laura Salemi e Marinella Paratore (sonographers), è basata su unmodello ibridodi cura dei circa 870 pazienti, in un’ottica di integrazione ospedale-territorio, con sempre meno visite in presenza dei pazienti e più monitoraggio h24 a distanza, nel solco delle indicazioni dell’OMS, con kit di elettromedicali, con software dedicato o tramite una app facilmente scaricabile su smartphone e certificata come presidio medico.

L’esperienza maturata ha dimostrato i vantaggi di un’assistenza da remoto che accompagna e non sostituisce quella in presenza e che attua appunto una virtuosa integrazione ospedale-territorio, permettendo di non sovraccaricare gli accessi in Pronto Soccorso, prima, e le corsie di ricovero, dopo, e, soprattutto, di non medicalizzare in maniera inappropriata e/o eccessiva la vita dei pazienti.

Il telemonitoraggio, sia telefonico sia tramite kit avanzato, ha, inoltre, motivato il paziente ad aderire alla terapia in modo sempre più corretto ed a seguire un percorso di educazione sanitaria utile a gestire il proprio stato di salute. Con una continuità assistenziale che ha permesso un miglioramento significativo dello stato clinico dei pazienti.

Stime attendibili indicano una riduzione del 15-20% delle ospedalizzazioni e del 30-35% della mortalità. Ciò in quanto con la telemedicina si possono monitorare a distanza i parametri vitali (che per lo scompenso cardiaco sono pochi), cogliendo, così, in anticipo i segni di peggioramento della sintomatologia clinica che dovessero consigliare un ricovero (che, a questo punto, non è più di drammatica e pericolosa urgenza) ed una terapia appropriata alla specifica condizione del momento dei soggetti, il più delle volte anziani ed affetti da comorbilità.

 

In copertina: il kit di telemonitoraggio

 

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