Se non giustifichiamo la guerra...

Se non giustifichiamo la guerra non alimentiamo i giri d'affari dei produttori di armi e non educhiamo i nostri figli alla guerra con armi giocattolo e videogiochi. Boicottiamo, piuttosto, le aziende e le banche che finanziano il mercato delle armi non acquistando i loro prodotti e servizi, boicottiamo le armi giocattolo e i videogiochi che simulano la guerra non acquistandoli per i nostri bambini.
Non ho mai regalato ai miei tre figli (non distinguo tra il maschio e le due femmine) armi giocattolo, da sparo o lame, non ho mai consentito che li ricevessero da parenti o amici. Non ho mai eccitato le loro menti consegnandoli alla violenza di certi videogiochi. Perché giocare con fucili, pistole, spade o bombe abitua a considerare normale la produzione e l'uso delle armi. Giocare alla guerra abitua a considerare inevitabile la guerra, giocare a sparare o a pugnalare abitua a considerare possibile spegnere una vita.
Spieghiamo, piuttosto, ai nostri figli gli orrori della guerra.
Insegniamo loro a rispettare ogni essere vivente, che i confini non esistono, che nessuno deve accaparrarsi territori per sfruttarne le risorse, che chi ha più mezzi economici e culturali deve metterli a disposizione di chi ne ha meno.
Insegniamo loro ad amare e accogliere senza guardare il colore della pelle, non pronunciano mai quella orrenda parola “razza”, salviamoli dalla logica del mio e del tuo, dalla bramosia del possesso e della proprietà che rendere avidi e aridi.
Educhiamoli invece a lasciare aperta la porta del cuore per accogliere e condividere, perché noi tutti siamo UNO.
(Marisa Falcone, Direttore Editoriale de ilpapaverorossoweb)