Abbiamo esaurito le risorse naturali per il 2021, adottare buone pratiche è un dovere

Autore:
Luca Talamona
28/05/2021 - 03:33

Il 13 maggio 2021 l’Italia ha terminato di consumare le risorse forniteci dagli ecosistemi terrestri per l’anno corrente. L’Earth Overshoot Day è una data particolare: questa ricorrenza, infatti, non ricade ogni anno sempre lo stesso giorno, ma varia da paese a paese ed è legata a quante risorse naturali abbiamo consumato nel corso dell’anno.

Sappiamo che la Terra è un sistema finito, nonostante cerchiamo spesso di tranquillizzarci sostenendo che gran parte delle risorse che il nostro pianeta produce siano rinnovabili di anno in anno, e il nostro tasso di consumo di risorse è tale da rompere l’equilibrio tra consumo e rinnovo da parte dei sistemi naturali, andando così a sfruttare più capitale naturale di quanto la Terra sia in grado di rifornirci. In poche parole, l’Earth Overshoot Day ha lo scopo di ricordarci che il nostro modello economico e produttivo non è sostenibile.

Se uno stato adottasse un modello di sviluppo e di sussistenza al 100% sostenibile, questa ricorrenza dovrebbe ricadere al termine di un ciclo di rivoluzione solare completo od oltre questo periodo di tempo. La questione più allarmante riguarda il fatto che l’Earth Overshoot Day tende a ricadere ogni anno sempre prima. Questo significa che invece di cercare di invertire la rotta e adottare dei sistemi politici ed economici più attenti nella gestione delle risorse, in modo tale da ridurre il più possibile l’impatto sulle capacità rigenerative degli ecosistemi, lo sfruttamento del pianeta si sta facendo man mano sempre più intenso.

L'Earth Overshoot Day è calcolato sulla base della biocapacità globale, ovvero il quantitativo di risorse che i sistemi biologici di tutto il mondo sono in grado di produrre. Questo indice è poi messo in relazione con l’impronta ecologica dei vari stati, la quale indica ladomandain termini di risorse naturali richieste per soddisfare il fabbisogno di una determinata popolazione umana. Grazie ad un semplice calcolo è possibile quindi stimare quanto sia gravoso il tasso di consumo di un paese confrontandolo con la disponibilità globale di risorse. Nel caso dell’Italia, la nostra impronta ecologica attuale prevede che in un anno solare consumiamo cinque volte le risorse presenti nel territorio; se tutto il mondo acquisisse lostile di vitadel nostro paese, servirebbero 2,8 pianeti equivalenti al nostro per soddisfare la nostra richiesta annuale.

Se l’Italia ha consumato tutte le risorse rinnovabili il 13 maggio, significa che da quella data fino allo scoccare della primissima ora del 2022 consumeremo le risorse destinate per quell’anno, andando ad alimentare il nostrodebitonei confronti dei sistemi naturali. Si tratta di un debito che pesa, in quanto implica il deterioramento a volte anche irreversibile degli ecosistemi.

Quest’anno l’Earth Overshoot Day è caduto un giorno in anticipo rispetto al 2020, la tendenza ad anticipare sempre di più questa data è una costanza per i principali paesi industrializzati e in via di sviluppo di tutto il mondo a partire dagli anni Settanta.

Le possibili soluzioni per cercare di invertire questo andamento sono sulla bocca di tutti da decenni: favorire l’economia circolare, puntare su fonti energetiche rinnovabili, ampliare la rete diinfrastrutture verdiall’interno delle città per stabilizzare l’interazione tra attività umane ed ecosistemi e tante altre. Una ricorrenza come l’Earth Overshoot Day serve a ricordarci continuamente che il tempo per passare dalle parole ai fatti è già arrivato e più gli anni passano e maggiore è l’urgenza di un intervento.

Individuiamo, quindi, quali buone pratiche possano consentire alle Amministrazioni Locali e alle comunità di avviare un percorso verso la sostenibilità, fattore essenziale di sviluppo in grado di rispondere «alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie» (Our Common Future - 1987, noto anche come Rapporto Brundtland, dal nome della presidente della World Commission on Environment and Development).
 

Foto di copertina: Pixabay

 

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