Lifestyle medicine: l'importanza di un corretto stile di vita

Autore:
Raffaella Sacco
25/01/2016 - 10:40

Il 3 gennaio 2016 presso il Mat (Museo dell’Alto Tavoliere) di San Severo si è svolta la presentazione del libro “Lifestyle Medicine: la scienza del cambiamento efficace”. Dopo aver assistito all’incontro abbiamo rivolto qualche domanda all’autore del libro, il Professor Luigi Maselli, ricercatore medico dell’Harvard University e presidente dell’ILMA (Italian Lifestyle Medicine Association). Il progetto mira a promuovere la salute attraverso l’adozione di un corretto stile di vita e guarda alla persona nella sua interezza e nella sua unicità avvalendosi degli apporti di numerose discipline, non soltanto scientifiche.

In un’epoca in cui prendono piede sempre più le cosiddette “discipline ponte”, secondo la definizione di bioetica che l’oncologo statunitense Van Rensellaer Potter ci fornì nel 1970, e si tenta di creare connessioni tra i diversi aspetti che compongono una stessa realtà, anche l’uomo viene indagato secondo il paradigma della complessità. È necessario, dunque, che l’approccio medico non si inaridisca fino a diventare semplice prescrizione di farmaci e in quest’ottica la Lifestyle Medicine sembra dare risalto alla pluridimensionalità della malattia rendendola “occasione” di cambiamento e di riscoperta di sé stessi e delle proprie risorse.

1) Un corretto stile di vita serve a contrastare l’insorgenza di malattie e a migliorare condizioni salutari già critiche: seguendolo si riesce a ridurre la prescrizione di farmaci investendo, invece, sulle risorse del singolo. Quali sono i principali parametri attraverso cui si può definire corretto uno stile di vita?

La Medicina dello Stile di Vita è un innovativo approccio interdisciplinare alla salute che si avvale dei preziosi contributi offerti dalla Medicina, dalle Scienze Psicosociali, dalla Biologia, dalla Scienza della Nutrizione, dalle Scienze Motorie e dalla Salute Pubblica. Di conseguenza, sono diversi i parametri da soddisfare per poter definire “corretto” uno stile di Vita.

Innanzitutto, il benessere psicologico è uno dei più significativi; la Psicologia Positiva ci insegna quanto sia fondamentale riappropriarsi del proprio equilibrio emotivo, dell’importanza di volersi bene, di coltivare pensieri positivi e di circondarsi di persone altrettanto consce del potere curativo di un sorriso. Le tecniche di Mindfulness, la pratica dello Yoga, la “riabilitazione” respiratoria, ci aiutano a meglio canalizzare le nostre energie e a riscoprire la nostra corporeità, troppo spesso sottovalutata e considerata al pari di un semplice involucro con il quale ci muoviamo nello spazio.

Altro parametro fondamentale è l’alimentazione, che, assieme all’attività fisica, forma un binomio inscindibile e vincente. Benché se ne parli tanto di alimentazione, specie di quella Mediterranea, data la posizione geografica del nostro Paese, vi è una grande confusione e spesso ignoranza sul tema. Si stima che il 70% degli interventi terapeutici (interventi chirurgici, prescrizione di medicinali ed esami strumentali), per la cura delle malattie croniche non trasmissibili, sarebbero del tutto inutili se solo ci si alimentasse con coscienza e si praticasse attività fisica quotidianamente.

Altro parametro di cui tener conto è l’idratazione. L’acqua, difatti, anche se spesso data per scontata, è il nutriente più essenziale e necessario al nostro organismo. La quantità ideale di acqua da bere nell’arco della giornata, varia in base all’età, al sesso, alla temperatura, al tipo di attività che si svolge e se si fa uso di farmaci o meno. Le categorie di soggetti particolarmente a rischio di disidratazione sono i bambini, gli anziani e coloro che assumono regolarmente farmaci.

Altri elementi di cui tener conto, che possono fornirci informazioni sullo stile di vita della persona, sono la qualità del sonno (se dorme poco o male, se appartiene alle categorie dei turnisti,  ecc…) e la salute del cavo orale. In quest’ottica a 360° si ridurrebbero drasticamente le prescrizioni di esami strumentali e di farmaci con un miglioramento della qualità della vita oltre che del bilancio economico dello Stato.

 

2) Seguire un corretto stile di vita significa fare una scelta consapevole ed avere un ruolo attivo. Il paziente, come lei sostiene, non è solo “vittima di una prescrizione ma protagonista della sua vita”. Quanto conta la responsabilità del singolo in un percorso di guarigione? Le istituzioni possono facilitare questo percorso?

Siamo liberi di credere nei miracoli, ma nessuno può prescriverli! La prescrizione dello Specialista in Lifestyle prevede l’introduzione nella propria routine quotidiana o settimanale delle sessioni di esercizi fisici e questo, per fare un esempio, richiede molto più che il semplice sforzo di ingurgitare pillole di farmaci per tutto il giorno, a orari stabiliti.

Quando si parla di salute bisogna spostare l’attenzione dalla malattia alla qualità di vita, tenendo conto anche del degrado e dell’inquinamento ambientale, dell’assetto sociale, del grado di cultura della popolazione, delle attività produttive e delle realizzazioni urbanistiche. Anche le istituzioni, quindi, rivestono un ruolo importante in questo processo; esse sono lo specchio della Società in cui viviamo e nella quale ogni cittadino ha il diritto di riconoscersi. Per fare un esempio: convertire strutture obsolete e abbandonate da tempo nel cuore delle aree metropolitane a aree verdi, dotate di servizi igienici e raggiungibili attraverso piste ciclabili e percorsi pedonali, incentiverebbe i cittadini a fare attività sportiva (giocare in sicurezza con i loro bambini, andare in bicicletta, ecc… ) senza doversi necessariamente spostare in auto.

A tale scopo, la nostra Associazione ILMA ha proposto la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, denominato “Città e Salute”, a quei Comuni intenzionati alla promozione della Salute sul proprio territorio. Iniziative dunque che prevedono un lavoro sinergico tra Città e cittadini, nel perseguimento di un fine comune: il bene pubblico.

Un’altra modalità di intervento che ILMA ha avviato sul territorio nazionale riguarda la formazione e l’insegnamento presso prestigiose strutture universitarie italiane, che hanno immediatamente accolto la nostra proposta di formare le nuove generazioni di Professioni della Salute in Lifestyle Medicine attraverso l’istituzione di Corsi di Alta Formazione post laurea, Master di I e di II livello.

3) Un corretto stile di vita migliora la qualità della vita e delle relazioni con gli altri. È importante che anche medici e assistenti sanitari possano seguirlo. Questa scelta può generare un miglioramento della relazione medico-paziente, che raramente oggi può dirsi soddisfacente?

Il tecnicismo clinico che si è insinuato tra medico e paziente, la parcellizzazione delle conoscenze che ha portato il medico a focalizzarsi sempre più sulla malattia che sul paziente e la caduta del “carisma” che caratterizzava la figura del medico, hanno allontanato i sanitari dai loro principali scopi: prendersi cura della persona nella sua interezza rimanendo nel tempo il suo punto di riferimento.

Quando parliamo di Lifestyle Medicine parliamo anche di self-care: uno dei pilastri su cui si fonda l’intero programma. Il professionista della Salute che noi formiamo, a prescindere dalla sua Specializzazione, è chiamato a fare due scelte significative nella propria vita: la prima consiste nel prendersi cura del proprio benessere, divenendo egli stesso un esempio per i propri pazienti (definito “principio di coerenza”), mentre la seconda, comporta la valutazione e la cura di ogni aspetto della vita del proprio assistito, attraverso l’ascolto e il dialogo aperto in un processo attivo ed empatico, con la consapevolezza del fatto che i risultati saranno più gratificanti e duraturi nel tempo.

4) Una sana alimentazione fa sicuramente parte di uno stile di vita corretto. Tra le cosiddette “malattie da ricchezza” rientra anche la super-alimentazione, figlia del consumismo delle società industrializzate. Come ci si può “purificare” dopo una o più abbuffate?

È giusto sottolineare che le diete “fai da te”, la “dieta del limone”, la “dieta del minestrone”… sono prive di ogni base scientifica e, se protratte a lungo, possono seriamente compromettere la nostra salute. Pertanto, le scelte migliori da attuare dopo ogni periodo di bagordi suggeriscono di nutrirsi dai tre giorni a una settimana con estratti di frutta e verdura fresca di stagione, possibilmente biologica e di bere acqua in quantità sufficienti, meglio se alcalina ionizzata. Inoltre, sarebbe opportuno fare del movimento fisico, che accelera il processo di detossificazione e attiva il metabolismo.

Altri utili suggerimenti sono quelli di astenersi dall’assunzione di alcol, di dolci e cibi troppo elaborati e ricchi in grassi e di prediligere una cottura al vapore, lenta, che preservi i le proprietà nutritive degli alimenti.

5) L’ambiente ha sempre una sua percentuale di responsabilità nell’insorgenza di una malattia. In alcuni casi ne è causa principale. Una reale ed efficace promozione della salute umana, per non essere contraddittoria e vana, non parte innanzitutto dal rispetto dell’ambiente?

Assolutamente si! Siamo spesso portati a credere che le nostre scelte personali e i comportamenti che attuiamo ogni giorno non abbiano delle conseguenze sull’ambiente e, di ritorno, sulla nostra salute e quelle dei nostri cari. Si ignora che i processi alla base degli ecosistemi sono tra di loro collegati da relazioni di causa-effetto.

Gli studi sull’epigenetica dimostrano che un ambiente degradato concorre a far ammalare molto più di quanto non faccia l’iperalimentazione, ad esempio. L’inquinamento del suolo, delle acque e dell’atmosfera e le sue conseguenze per la salute e il benessere dell’uomo sono indissolubilmente legati alla biodiversità e alla salute degli ecosistemi, beni al servizio del benessere della società umana (come asserito nel corso dell’assemblea ONU nel settembre del 2000).

Per tali motivi quando parliamo di Lifestyle Medicine, di Stile di Vita, non possiamo astenerci dal toccare temi come quello dell’inquinamento ambientale. Alcuni dei campi su cui più ci battiamo è quello dell’alterazione della qualità delle acque e l’uso smodato degli involucri di plastica per la conservazione (le bottiglie di plastica), che a loro volta concorrono ad aggravare il problema dello smaltimento dei rifiuti. E i depositi di rifiuti, assieme allo spandimento agronomico dei reflui zootecnici e la fertilizzazione chimica, sono complici della concentrazione di azoto nitrico dei suoli, e dai suoli alle falde acquifere. Elevate concentrazioni di nitrato nell’acqua destinata al consumo umano e nella preparazione dei cibi, comportano seri rischi sanitari per la popolazione. Il nitrato infatti dopo un processo di assorbimento gastrico viene trasformato in ione nitrito, che può a sua volta trasformarsi in nitrosoammine, sostanze cancerogene. I nitriti provocano l’accumulo di emoglobina nei globuli rossi contenente ferro ferrico che non è in grado di trasportare ossigeno, cosa che nel neonato provoca una patologia definita blue baby syndrome, poiché il bambino diventa cianotico.

7) Uno stile di vita corretto può aiutarci a raggiungere la serenità interiore?

Le rispondo con una frase di Mahatma Gandhi, a me molto cara: “serenità è quando ciò che dici, ciò che pensi, ciò che fai, sono in perfetta armonia”.

Il percorso proposto dagli Specialisti in Lifestyle Medicine è appositamente studiato secondo le caratteristiche del paziente e si struttura in tappe; il raggiungimento di un obiettivo non prevede l’abbandono del traguardo appena guadagnato, bensì l’implementazione di una nuova sana abitudine, da aggiungere a quelle che possono dirsi già acquisite, interiorizzate.

Sebbene sia perfettamente conscio quanto i cambiamenti spaventino la gente, mi sento di dover specificare che nel caso della Lifestyle Medicine la componente psicologica è in assoluto (come sottolineato in precedenza) una delle fondamentali di cui tener sempre conto, fin dal primo incontro tra medico e paziente.

Agendo pertanto su vari fronti, si accresce la “resilienza” del soggetto, che diviene così più forte e resistente nell’affrontare ogni tipo di “insulto”, sia questo proveniente dall’esterno (imposizioni di parenti ed amici, obblighi, impegni, scadenze…), che dall’interno di sé stessi (sensi di colpa, frustrazione, ecc…).

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