Catania, alla radiologia dell'Ospedale Cannizzaro prende il via il monitoraggio delle radiazioni che riceve il paziente

Autore:
Redazione
06/12/2021 - 03:08

Importante novità all’Ospedale Cannizzaro di Catania dove i pazienti che effettuano esami radiologici, come quelli in TAC, angiografi, mammografi e PET/CT, potranno ricevere informazioni sulla dose di radiazione ricevuta, utili a valutare il livello di esposizione anche per future analoghe prestazioni.

L’Azienda Ospedaliera si è infatti dotata di un sistema che consente di monitorare e memorizzare in maniera automatica indici, livelli e parametri tecnici relativi alla quantità di radiazione somministrata. In funzione da anni, il sistema chiamato “Dose Watch” è stato aggiornato secondo le ultime disposizioni contenute nel Decreto Legislativo n. 101 del 2020 che ha imposto l’obbligo di registrare e archiviare la dose di radiazione al paziente. Per volontà della Direzione Strategica, la copertura del sistema è stata di recente estesa a tutto il parco macchine ospedaliero ad alta tecnologia: l’Azienda Cannizzaro è così oggi la prima ad avere collegate venti apparecchiature di alta tecnologia, ovvero tutte le TC, gli angiografi digitali, i mammografi, le PET/CT, le apparecchiature di radiologia di pronto soccorso e alcune delle apparecchiature RX portatili di sala operatoria. L’installazione del sistema nasce dalla sinergica collaborazione tra le Unità Operative di Fisica Sanitaria, diretta dalla dottoressa Maria Gabriella Sabini, e di Diagnostica per Immagini, diretta dal dottor Domenico Patanè, nell’ambito del Dipartimento di Tecnologie Avanzate, diretto dal dottor Massimo Ippolito.

Il sistema, fornito da GE Healthcare, prevede l’invio dei dati dosimetrici direttamente da parte delle modalità diagnostiche (DACS: Dose Archiving and Communication System) ad un server dedicato, che li elabora a seconda della specifica apparecchiatura da cui provengono e li archivia per garantire analisi statistiche effettuabili in ogni momento o per la generazione dialertautomatici al raggiungimento di dosi significative per il paziente. Ciò consente di ottimizzare l’utilizzo delle macchine secondo il principio “ALARA” (As Low As Reasonably Achievable) che impone sempre e comunque di minimizzare la dose erogata, in particolar modo nelle pratiche speciali e verso i soggetti più sensibili, compatibilmente con la possibilità di raggiungere una diagnosi corretta e una visualizzazione ottimale delle immagini radiologiche.

«I benefici per l’utenza – spiega il dottor Salvatore Giuffrida, direttore generale dell’Azienda Cannizzaro – sono significativi innanzitutto in termini di sicurezza, perché gli operatori sono informati in tempo reale in caso di esposizioni radiogene elevate, ma anche in termini di efficienza nell’utilizzo delle apparecchiature e ottimizzazione dei protocolli, al fine di raggiungere il migliore rapporto tra elevata qualità di immagine necessaria alla diagnosi clinica e più bassa dose possibile al paziente. In termini di appropriatezza, poi, monitorare la dose consente di scegliere il percorso di indagine diagnostica più appropriato per ciascun paziente, anche in funzione della sua storia di esposizione: ad esempio, un paziente che ha già effettuato molti esami TC potrà essere indagato con altri sistemi di diagnostica».

Già oggi, l’Azienda Cannizzaro rispetta l’obbligo di riportare nel referto diagnostico relativo alle procedure medico-radiologiche l’informazione relativa all’esposizione connessa alla prestazione, che potrà essere utilizzata anche in altre Strutture e potrà essere riportata nella cartella sanitaria personale informatizzata.

Nell’immediato futuro, l’ampliamento del server di gestione consentirà di includere nelDose Watchil rimanente parco delle apparecchiature dell’azienda e migliorare la puntualità dell’informazione anche in termini di dose agli organi, in caso di necessità.

 

In copertina: Foto di National Cancer Institute on Unsplash

 

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