Greta Thunberg, un’iconica forza della natura

Autore:
Redazione
27/11/2020 - 06:29

«Mi piace molto il film e penso che dia un’immagine realistica di me e della mia vita quotidiana. Spero che chiunque lo guarderà possa finalmente capire che noi giovani non scioperiamo nell’orario scolastico solo per divertimento. Stiamo protestando perché non abbiamo scelta. Sono successe molte cose da quando ho iniziato a scioperare, ma purtroppo siamo ancora fermi al punto di partenza. I cambiamenti e il livello di consapevolezza necessari oggi non si vedono ancora da nessuna parte. Tutto ciò che chiediamo è che la nostra società affronti la crisi climatica come una crisi seria e che ci garantisca un futuro sicuro. Penso che il film mostri quanto tutto questo attualmente sia ancora lontano dall’accadere. Dimostra che il messaggio non è stato ancora recepito».

Così Greta Thunberg, la giovane attivista svedese che è riuscita a (ri)portare sotto i riflettori l'agenda sul clima, le problematiche del riscaldamento globale, lo sfruttamento delle risorse del nostro Pianeta, parla del documentario che ne racconta l’eccezionale esperienza di vita che l’ha fatta diventare un’icona assoluta tra i giovani della sua generazione e non solo.

Il lungometraggio, diretto da Nathan Grossman, si intitola non a caso I Am Greta. Una forza della natura ed è stato presentato all’ultima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il film, che ha visto saltare la sua uscita in sala a causa del Covid-19 e che dallo scorso 14 novembre è disponibile on demand su diverse piattaforme, offre un ritratto personale e stimolante del percorso di Greta iniziato nel 2018 con uno sciopero fatto durante l’orario scolastico fuori dal Palazzo del Parlamento di Stoccolma. All’inizio era seduta da sola, distribuiva informazioni e rispondeva alle domande dei passanti. Lentamente, altri hanno iniziato ad unirsi a lei, e così nel giro di pochi mesi Greta ha dato vita ad un movimento a livello mondiale, dimostrando come a partire da un'azione solitaria si possa fare moltissimo.

Il documentario riprende gli incontri di Greta con i leader dei governi, le sue celebri apparizioni pubbliche e le sue proteste globali. Ma descrive anche la sua vita al di fuori dei momenti visti sui telegiornali di tutto il mondo: la vediamo a casa ridere con la sua famiglia, scrivere discorsi appassionati e cercare di gestire lo stress dei suoi frequenti viaggi, osserviamo l’attenzione del pubblico nei suoi confronti e il percorso che ha compiuto fino a diventare il volto della lotta contro il cambiamento climatico.

«Non sono la bambina arrabbiata che urla davanti ai leader mondiali, non sono come alcuni media mi rappresentano, sono una ragazza timida, studiosa, una nerd che ha a cuore il presente e il futuro del Pianeta e dunque anche il mio», ha detto recentemente Greta tornata a frequentare il ginnasio dopo l'anno sabbatico, il 2019, in cui ha fatto cose davvero incredibili.

Greta, che ha la sindrome di Asperger, riesce a far breccia in chiunque incontra, dai delegati delle Nazioni Unite a Papa Francesco e ai più grandi nomi di Hollywood, grazie alla sua profonda conoscenza delle questioni climatiche e alla sua incrollabile dedizione. Tuttavia, man mano che la celebrità di Greta cresce, aumenta anche la sua frustrazione nei confronti dei politici che non tengono conto dei suoi avvertimenti sul cambiamento climatico. Essendo una persona che vive di routine, le tabelle di marcia imprevedibili e la sua visibilità globale sono un prezzo molto alto da pagare per lei. Il padre di Greta, Svante, che viaggia costantemente al fianco della figlia, è molto preoccupato per le parole odiose - e per le minacce di morte - rivolte a lei da esperti, politici e negazionisti del cambiamento climatico.

La videocamera segue Greta come un'ombra e documenta paure, notti insonni, digiuni, ansie, e tutta la solitudine di una ragazzina alle prese con una cosa decisamente più grande di lei, ma che proprio per caparbietà è riuscita fare («È una responsabilità enorme quella che ho, è troppo grande per me», ha ricordato).

«Questo non è tanto un ritratto di Greta, quanto un documentario su questo anno folle che ha vissuto. Il modo in cui l’influenza di Greta e del movimento giovanile per il clima sono cresciuti in un solo anno è davvero incredibile, ed è un evento storico. Quindi sono davvero felice di portare gli spettatori con me in questo viaggio, nella sua sfera pubblica e privata, in Svezia, in Europa e attraverso l’Oceano Atlantico! Sono stato con la schiena curva per due anni mentre giravo il film perché volevo stare all’altezza degli occhi di Greta. Il punto di vista è il suo, così come viene da lei tutto ciò che dice. Ho cercato il più possibile di realizzare questo documentario dal suo punto di vista», avverte il regista Nathan Grossman.

Il film culmina con lo straordinario viaggio in barca a vela che, in due settimane, porta Greta da Plymouth (Regno Unito) a New York dove al Summit dell’ONU per il clima nel settembre 2019 tiene un discorso destinato a rimanere nella storia: «È tutto sbagliato. Io non dovrei essere qui di fronte a voi. Dovrei essere a scuola dall’altra parte dell’Oceano. Eppure venite tutti da me per avere speranza? Ma come osate! Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre vuote parole. Eppure io sono una persona fortunata. Le persone soffrono. Le persone stanno morendo. Interi ecosistemi stanno crollando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui riuscite a parlare sono i soldi e le favole della crescita economica infinita. Come osate! [...] Ci state deludendo e tradendo. Ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento. Gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi. E se sceglierete di fallire, vi dico che non vi perdoneremo mai. Non vi lasceremo andare via come se nulla fosse. Proprio qui, proprio adesso, è dove tracciamo la linea. Il mondo si sta svegliando. E il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no».

Parlando delle riprese, Greta ricorda la sua preoccupazione iniziale. «Nathan era sempre con me, ha filmato tutto in silenzio durante oltre un anno, neppure mi ricordavo di lui e ad un certo punto ho pure dubitato che il suo fosse un lavoro professionale». Infatti, in realtà non c’era una troupe, ma soltanto Grossman che, ispirato narratore di un’avventura straordinaria, con la sua videocamera ci regala immagini eccezionali ed anche molto private. «Il film è stato girato al 99% da me, e direi che il suono è stato registrato da me al 95%. All’inizio non c’era un budget, e comunque quando comincio un progetto cerco di non coinvolgere troppe persone. Ma poi tutto è decollato molto rapidamente e ho deciso di continuare a girare da solo, anche se è stato difficile seguire tutto ciò che accadeva, perché il ritmo è diventato sempre più veloce. È difficile essere contemporaneamente il regista, il tecnico del suono e il direttore della fotografia», sottolinea il regista.

Greta, tornata a promuovere in prima persona lo sciopero globale per il clima il venerdì con le stesse modalità con cui aveva cominciato a fare nell'autunno di due anni fa, affronta anche la questione pandemia. «La crisi del Covid ha colpito tutti, sconfiggere il virus è una priorità, non si possono gestire due crisi insieme: per questo le questioni ambientali e la lotta al cambiamento climatico sono state messe in pausa. Invece, dobbiamo capire che non si può mollare se vogliamo avere un futuro», dice ribadendo il suo impegno.

«Ovviamente il movimento è stato influenzato dal fatto di non poter scioperare, Greta e le sue coetanee sono ben felici di seguire i consigli scientifici, e quindi non hanno fatto manifestazioni. Tuttavia, credo che l’effetto a lungo termine della risposta al Covid sia che i giovani scopriranno che ora improvvisamente si reagisce alla crisi e che sono disponibili miliardi di euro e di dollari, mentre per anni è stato detto loro che la crisi climatica era troppo costosa e difficile da affrontare. Ancora una volta il sistema politico dimostra di funzionare a breve termine e tradisce le generazioni future, il che potrebbe portare a reazioni ancora più forti da parte degli attivisti in futuro», aggiunge Grossman.

In conclusione, I Am Greta è un ritratto completo in cui pubblico e privato si intrecciano ed in cui possiamo ammirare non solo la ragazzina che, osteggiata da Trump e Bolsonaro ed adorata dai ragazzi di tutto il mondo, con il suo movimento #FridaysForFuture ha organizzato scioperi per il clima in tutti i continenti tranne che in Antartide, ma anche la Greta che abbraccia il suo cavallo e il cane o che salta i pasti facendo preoccupare i genitori. Una visione assolutamente consigliata che speriamo possa ispirare gli spettatori!

(Fonte: Pressbook I Am Greta - ANSA/Alessandra Magliaro).

 

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