Palermo, Palazzo Lanza Tomasi diventa Casa della Memoria

Autore:
Redazione
03/01/2022 - 22:47

Palazzo Lanza Tomasi a Palermo, abitato negli ultimi anni di vita da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, entra a far parte dell’Associazione Nazionale Case della Memoria.

Salgono così a sei le case museo siciliane che aderiscono all’associazione, unica rete a livello nazionale di case museo di personaggi illustri.

Il palazzo, dove si conserva il manoscritto originale de Il Gattopardo e dove è visitabile la biblioteca privata dello scrittore, è tuttora abitato dagli eredi, mentre la parte monumentale costituisce il Museo dedicato al celebre scrittore siciliano.

«Siamo molto felici di accogliere una nuova casa siciliana nella nostra rete di case museo. La Sicilia è una regione a cui siamo molto legati e nella quale speriamo di poter accogliere presto nuove realtà, con l’obbiettivo di portare avanti il nostro lavoro di valorizzazione a livello nazionale. Ci dà grande soddisfazione poter annunciare l’ingresso di una casa museo così prestigiosa, dal punto di vista culturale ma anche architettonico», commenta Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria che ha sede a Prato e riunisce quasi novanta dimore dove hanno vissuto personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell'arte, della letteratura, della scienza, della storia.

«Il Gattopardo, anche grazie al celebre adattamento cinematografico di Luchino Visconti, è entrato a far parte dell’immaginario comune. Per questo ci fa davvero piacere accogliere nella nostra rete Palazzo Lanza Tomasi, dove è custodito il manoscritto di un capolavoro. Anche se gli onori a lui tributati sono arrivati postumi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa è una colonna portante, di cui abbiamo il dovere di conservare la memoria», aggiunge Marco Capaccioli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria.

«Io e mia moglie siamo molto felici ed onorati che il nostro Palazzo Lanza Tomasi sia stato accettato a far parte dell'Associazione Nazionale Case della Memoria. Pensiamo sia anche un doveroso tributo alla memoria di un grande scrittore che ha lasciato al mondo un capolavoro del quale non ha purtroppo potuto vedere il successo. Entrambi dedichiamo tutte le nostre energie a mantenere vivo il suo ricordo conservando con affetto il luogo in cui ha trascorso gli ultimi anni di vita, i suoi manoscritti, i documenti della sua famiglia, i libri e i pochi arredi sopravvissuti alla guerra. Riteniamo giusto che il suo lascito non rimanga circoscritto soltanto a noi eredi che lo abbiamo ricevuto in custodia ma venga condiviso con chiunque ne possa comprendere l'importanza e il valore. Ringraziamo quindi di cuore l'Associazione Nazionale Case della Memoria per avere riconosciuto ed apprezzato questo nostro impegno», commenta infine Gioacchino Lanza Tomasi.

 

PALAZZO LANZA TOMASI, PALERMO

Palazzo Lanza Tomasi fu edificato tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700 sulle casematte militari retrostanti le mura cinquecentesche della città di Palermo, nel cuore del quartiere Kalsa. Nel 1728 i Padri Teatini lo adibirono a Collegio Imperiale, poi chiuso. Nel 1768 fu acquistato dal Principe Giuseppe Amato di Galati e nel 1849 dal Principe Giulio Fabrizio di Lampedusa, astronomo dilettante, con l’indennizzo versatogli dalla corona per l’espropriazione dell’isola di Lampedusa. Giulio Fabrizio sarà il modello per il protagonista de Il Gattopardo. Nel 1862 i De Pace, famiglia di armatori imparentati con i Florio, acquistarono metà del Palazzo e lo trasformarono secondo il gusto del tempo. Fu realizzato il grande scalone con materiali di risulta dalle demolizioni per la costruzione del Teatro Massimo, e costruita la grande sala da ballo con parquet a doghe portanti di noce e ciliegio alternate. Nel 1948 Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che aveva perso il palazzo di famiglia nel bombardamento del 23 aprile 1943, ricomprerà la proprietà dai De Pace e vi vivrà fino alla morte (1957). Il figlio adottivo, Gioacchino Lanza Tomasi dei conti di Assaro e duca di Palma, ha riunificato l’intera proprietà e compiuto un completo restauro dell'edificio.

Nel palazzo è custodita la biblioteca storica di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, rimasta intatta dall’epoca della sua morte. Nella sala da ballo sono esposti tutti i suoi manoscritti: il manoscritto completo de Il Gattopardo, quello della quarta parte del romanzo contenente una pagina che non compare nella pubblicazione, il dattiloscritto, i manoscritti delle Lezioni di Letteratura Francese e Inglese e de I Racconti, una prima stesura de La Sirena.

La biblioteca dello scrittore e la sala da ballo sono in gran parte arredate con mobili provenienti dal distrutto Palazzo Lampedusa, gli altri ambienti con mobili ed arredi provenienti da Palazzo Lanza di Mazzarino.

(Fonte: Ufficio Stampa Associazione Nazionale Case della Memoria)

 

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