Pronto Soccorso italiani, mancano circa 4.200 medici

Autore:
Redazione
29/07/2022 - 02:14

La peggiore estate da quando esiste l’Emergenza-Urgenza. Nei Pronto Soccorso italiani, infatti, mancano circa 4.200 medici. Carenze di organico che riguardano anche gli infermieri anche se in questo caso la situazione è meno quantificabile: in ogni caso, va sottolineato come il rapporto infermiere paziente in un Pronto Soccorso sia di circa 1 ogni 20 assistiti
A fotografare la non rosea situazione sono i dati dello scorso novembre della SIMEU (Società Italiana Medicina d’Emergenza-Urgenza) che aggiunge un'altra informazione alquanto inquietante: sono 600 i medici dell’Emergenza-Urgenza che nel 2022 hanno scelto di dimettersi dai Pronto Soccorso, in pratica 100 unità al mese. Garantire l’assistenza è così sempre più difficile, anche perché le richieste di aiuto sono aumentate (in media del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).
Ed aumenta con le stesse proporzioni anche il numero di pazienti che resta a lungo in Pronto Soccorso in attesa di ricovero, il cosiddetto boarding. «Il Pronto Soccorso italiano è allo stremo e la ragione è chiara: le richieste superano di gran lunga le possibilità di risposta. Il dato concreto è questo: un numero sempre maggiore di persone si rivolge ai DEA (Dipartimento di Emergenza-Urgenza e Accettazione) e ai PS, strutture che non possono delegare ad altri e che non hanno orari di chiusura», spiega la SIMEU in una nota.
«L’Italia registra un numero reale di posti letto/abitante insufficiente. Non solo lunghe, irrisolvibili attese ma anche impossibilità oggettiva di rispondere adeguatamente a tutte le necessità dei pazienti da parte dei sottodimensionati operatori che intanto continuano a diminuire», continua il documento.
Considerate tutte le cause, la SIMEU stima che «gli operatori subiscono un incremento dell’intensità, del carico di lavoro personale non inferiore al 50% rispetto al 2021, che in questo stesso periodo non registrava né un’ondata di Covid né una simile e persistente ondata di calore».
Per Antonio Voza, segretario SIMEU, «il primo problema sono le necessità non soddisfatte dei pazienti che, ancora una volta, sono quelli più fragili, ma anche la condizione degli operatori ha ormai da tempo superato il limite della sostenibilità. Indistintamente da Nord a Sud».
La crisi di Governo, secondo la Società Italiana Medicina d’Emergenza-Urgenza, ha inoltre determinato «un duro stop a quei pochi passi avanti che la medicina di Emergenza-Urgenza faticosamente sembrava prossima a fare». Questo perché, dichiara Fabio De Iaco, presidente nazionale SIMEU, «limita il raggio d’azione del Governo agli affari correnti. I tempi per raggiungere i provvedimenti necessari alla sopravvivenza del servizio si dilatano in maniera insostenibile: in questa maniera non resisteremo».
La SIMEU ritiene, tuttavia, che «per il nostro settore l’attività di sostegno non possa essere sospesa, pur in vista di elezioni politiche». Chiede, dunque, che «entro le prossime settimane si prendano le decisioni necessarie nella direzione di una riorganizzazione proporzionale alle vere esigenze in atto».
(Fonte: ANSA)

 

Foto di copertina: Pixabay

 

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