15 marzo: in Sicilia scioperano i medici specialisti convenzionati

Autore:
Andrea Cuscona
15/03/2016 - 09:15

PALERMOIn Sicilia i medici specialisti convenzionati sono sul sentiero di guerra: con una nota per la stampa è stato comunicato uno sciopero che porterà i camici bianchi a protestare a Palermo davanti all'Assessorato della Salute.

Come si legge nella stessa nota i medici del Coordinamento intersindacale della medicina specialistica ambulatoriale accreditata esterna di territorio “indicono, nell’ambito dello stato di agitazione della categoria, una manifestazione da tenersi il 15 marzo 2016 in piazza Ottavio Ziino innanzi l’assessorato della salute e comunicano la sospensione della attività a tempo indeterminato, fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di serenità, di rispetto da parte del SSR per il lavoro che svolgono e di leale parità con le strutture pubbliche erogatrici di pari prestazioni, per operare serenamente ed in condizioni finanziarie decorose e non di collasso come le attuali, che non consentono più di continuare a garantire ai pazienti il servizio e la tutela della salute, a causa dei dissennati percorsi posti in essere da una tecno-burocrazia pagata a peso d’oro 5 dai contribuenti ed inconsapevole della responsabilità derivante dal dovere di tutelare la salute pubblica”.

“Nel corso della manifestazione di piazza – continua la nota -  si terrà una conferenza stampa all’aperto per denunciare atti e comportamenti della burocrazia assessorile e delle AA.SS.PP. e lo stato di degrado in cui è stata gettata la Sanità di Territorio. Verranno comunque, a termini di legge, garantite le urgenze e la continuità terapeutica. In particolare comunicano che non potranno avviare alcun confronto con l’Assessore prima che questi abbia provveduto, con atti definitivi a:

 

  • revocare i decreti assessoriali 922, 2336 /2015 e 76/2016;
  • procedere all’assegnazione per il 2015 conformemente all’aggregato di spesa 2014, confermando i budgets 2014, abbattuti dei meri importi dovuti alle direttive ministeriali secondo il DL 78/2015 convertito in Legge 125 il 6 agosto 2015 (– 1% reale sulla SPESA CONSOLIDATA, e non 4, 5, 6……. % come immotivatamente si è verificato nel calcolo dei budgets 2015 e come è facilmente verificabile) con ripartizione delle economie.
  • revocare la circolare che indebitamente impone l’obbligo di DURC alle Strutture Specialistiche Accreditate Esterne;
  • sospendere con specifico atto ogni attività di verifica dei requisiti di accreditamento fino a che non venga rimosso l’indegno privilegio della esenzione dei controlli per gli ambulatori pubblici e non venga ripristinata la effettiva parità tra pubblico e privato accreditato.
  • sospendere temporaneamente con specifico atto l’attività VEQ prevedendone una riorganizzazione condivisa e a revocare tutti i provvedimenti sanzionatori fin qui emessi;
  • Sospendere la applicazione sulla “appropriatezza prescrittiva” ed avviare un tavolo per stabilire in sede regionale modalità condivise di applicazione, fatte salve eventuali revoche o modifiche in sede ministeriale.
  • Procedere allo adeguamento biennale delle vigenti tariffe, ivi comprese quelle della Fisiokinesiterapia, ai sensi della l. 311/2008”

 

Queste, dunque le richieste della categoria e il documento integrale è consultabile qui: http://www.mediciconvenzionati.it/documenti/archivio.asp

Sul fronte dell'erogazione dei servizi verranno garantite le emergenze e le continuità terapeutiche ma i disagi per i cittadini, tuttavia, sono immaginabili: a partire dal 15 marzo 2016, infatti, tutti gli studi degli specialisti accreditati con servizio sanitario regionale, resteranno chiusi a tempo indeterminato.

Ma cosa sta accadendo nella sanità regionale siciliana? Abbiamo intervistato   Salvatore Gibiino, cardiologo, segretario regionale del sindacato Polispecialistico Medici e Strutture Accreditate:

Il vero problema di questa situazione, in Sicilia, è che i cittadini sono costretti sempre più a pagare di tasca propria le prestazioni specialistiche, dato che la Regione riduce ogni anno le prestazioni del 10%. Di recente è stata pubblicata una valutazione statistica che conferma questo trend e ciò dimostra che la politica regionale di gestione della sanità va contro le stesse direttive nazionali. La parola d'ordine è 'deospedalizzare'. Molti cittadini, in maniera poco appropriata, si rivolgono agli ospedali per determinate prestazioni (ad esempio nei casi di cataratta o per un ecocolordoppler) ma i tagli annuali attuati da chi ci governa tolgono risorse e il cittadino è costretto a pagare di tasca propria. Ci sono liste d'attesa lunghissime, si parla di mesi: i cittadini siciliani, dunque, per abbreviare i tempi pagano per queste prestazioni. Oppure accade che lo stesso malato si faccia ricoverare.

La strada da perseguire è quella di attingere alle risorse già previste e mai utilizzate (si parla di 78 milioni di euro annui) messe a disposizione per la prevenzione primaria e secondaria ma che invece vengono usate per sanare i debiti della sanità regionale. Bisogna fornire, inoltre, prestazioni oculate.

Il nuovo assessore alla Sanità non riceve nessuno, non dialoga, finora non si è mai rapportato con noi. Certo, noi siamo un organo non deliberativo ma l'assessore avrebbe il dovere di ascoltarci ,quantomeno”.

Quanto durerà e che ricadute avrà questo sciopero sui cittadini?

“Lo sciopero che abbiamo indetto è a oltranza, purtroppo siamo coscienti che ci saranno molti disagi per cittadini ma chiedo loro di stare al nostro fianco. L'80% delle strutture siciliane aderiscono, sono circa 600”.

A questo link è possibile consultare l'elenco aggiornato delle strutture siciliane che aderiscono allo sciopero: http://www.citds.it/?p=992

Insomma, si prospettano tempi duri per la sanità isolana e gravi disagi per i tanti cittadini costretti a veder violato un proprio diritto.

 

 

 

 

 

 

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