Covid-19 e sport: l’acqua clorata delle piscine inattiva il virus in trenta secondi

Autore:
Redazione
15/04/2021 - 02:52

Riaprire o non riaprire. Questo è il dilemma! Un dilemma non facile da risolvere anche perché, soprattutto nel caso di alcuni settori, ripartenze immediate comporterebbero evidentemente qualche rischio in un momento in cui il trend dei contagi, pur in lieve calo in questa fase della pandemia di Covid-19, non è ancora rassicurante.

Va detto però che andrebbero ben valutati quelli che sono i benefici per la salute derivanti da alcune riaperture. In questa sede tralasciamo volutamente l’aspetto economico della questione e, concentrandoci sul comparto palestre/piscine, ci chiediamo appunto se non sia giusto permettere a tutti i cittadini di allenarsi, anche seguendo rigidi protocolli, e di migliorare la forma sia fisica che mentale.

Palestre e piscine, come sapete, sono chiuse ormai da quasi sei mesi e la maggior parte delle persone ha smesso di fare attività fisica con regolarità (in verità, vinte anche da una certa indolenza, ma, soprattutto in pieno inverno, non è facile darsi allo sport senza il giusto supporto) e, così facendo, ha sicuramente messo su chili di troppo ed indebolito il proprio sistema immunitario.

Una situazione, dunque, a cui bisogna porre rimedio e del resto l’attività sportiva è da sempre un po’ la panacea di tutti i mali. Recentemente, ad esempio, abbiamo letto di uno studio dedicato agli amanti della corsa che, condotto da una nota azienda di articoli sportivi e dal professor Olivier Oullier, noto neuroscienziato, sottolineava come, dopo l’allenamento, l’80% dei runner mostri una chiara diminuzione del livello di stress e il 40% del livello di concentrazione passiva. In pratica, lo sforzo fisico aiuta a distaccarci dalle preoccupazioni della quotidianità e conduce ad una sensazione di benessere che rinvigorisce a tal punto il cervello da portarci addirittura a sfornare nuove idee o, comunque, a pensare a cose a cui normalmente non penseremmo (per alcuni correre equivale ad una sorta di meditazione).

Ritornando al problema delle riaperture, una nuova ricerca sembra dirci che almeno quella delle piscine potrebbe avvenire senza particolari rischi. Secondo gli scienziati dell’Imperial College di Londra, infatti, l'acqua clorata delle piscine potrebbe inattivare il coronavirus in soli trenta secondi.

Il team di esperti, che ha studiato l'impatto delle diverse concentrazioni di cloro diluito in acqua su SARS-CoV-2, sostiene che il rischio di trasmissione di Covid-19 attraverso l'acqua clorata è estremamente basso. «Abbiamo eseguito questi esperimenti nei nostri laboratori ad alto contenimento a Londra ed in questo modo siamo stati in grado di misurare l'infettività del virus e la sua capacità di attaccare le cellule», afferma la professoressa Wendy Barclay dell'Imperial College.

La ricerca, commissionata da Swim England, l'ente governativo inglese per gli sport acquatici (ricordiamo che in Inghilterra le piscine riapriranno a giorni), e dalla scuola di nuoto Water Babies, è stata portata avanti mescolando campioni di SARS-CoV-2 con acqua clorata. Stando ai risultati del gruppo di ricerca, la bassa infettività e la diluizione del virus suggeriscono che la possibilità di contrarre Covid-19 dalla piscina è trascurabile.

Gli esperti riportano, infatti, che una concentrazione di cloro di 1,5 milligrammi per litro e un indice di acidità compreso tra 7 e 7,2 possono ridurre l'infettività dell'agente patogeno di oltre mille volte in soli trenta secondi.

Gli autori della ricerca hanno poi utilizzato diverse concentrazioni di cloro e livelli di pH per valutare scenari differenti, riscontrando che una concentrazione di cloro libero di 1,5 milligrammi per litro e un livello di pH di 7,0, come raccomandano le linee guida per il funzionamento delle piscine, sono sufficienti per rendere trascurabile la possibilità di contagio.

«Questi risultati supportano l'ipotesi che le piscine siano ambienti sicuri se si adottano le misure appropriate. È una notizia fantastica per gli operatori, i nostri membri e i club che prendono parte alle attività sportive, i nuotatori e coloro che fanno affidamento sull'acqua per restare fisicamente attivi», commenta Jane Nickerson, amministratore delegato di Swim England.

«Siamo entusiasti di questi risultati mentre ci prepariamo a ricominciare le lezioni e ad accogliere nuovamente bambini e clienti nelle piscine coperte del Paese. Sappiamo che il nuoto ha molteplici benefici per la salute fisica e mentale sia per i bambini che per gli adulti di tutte le età e non vediamo l'ora di riprendere le attività», aggiunge in conclusione Paul Thompson, fondatore di Water Babies.

(Fonte: ANSA/AGI - Foto di copertina: Pixabay)

 

Leggi anche i seguenti articoli

www.ilpapaverorossoweb.it/content/quarantena-alimentazione-e-sport

www.ilpapaverorossoweb.it/article/atleti-sentono-meglio-afferrano-richiami-altri-giocatori

www.ilpapaverorossoweb.it/article/cuore-e-racchetta-anche-over-65-più-forma-grazie-al-tennis

www.ilpapaverorossoweb.it/article/dai-bambini-agli-anziani-lattività-fisica-va-aumentata

 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci