
Dati Eurostat: sono preoccupanti quelli che riguardano la Sicilia

Povertà, occupazione, istruzione, popolazione. Ultimamente la lettura dei dati Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, non è sicuramente piacevole per coloro che abitano (e amano) la Sicilia. Infatti, l’Isola resta costantemente sotto la media europea per tutti e quattro gli indicatori e fatica non soltanto a tenere il passo della maggior parte delle altre regioni europee, ma soprattutto non riesce proprio ad invertire la rotta provando a percorrere in modo convinto e convincente quelle strade che portano allo sviluppo e al benessere (e anche a far dei siciliani un popolo più maturo ed attento al bene comune).
Ma torniamo al mero dato numerico, dato che certifica come la Sicilia e la Campania siano le regioni europee con il tasso di rischio di povertà più alto in UE. In particolare, nell’Isola le persone che hanno un reddito disponibile inferiore al 50% di quello mediano nazionale sono il 41,4% della popolazione. Se si guarda alla platea più ampia di quanti sono a rischio di esclusione sociale (chi vive in famiglie a bassa intensità di lavoro oppure ha problemi di deprivazione materiale) la percentuale sale al 48,7%. Un vero e proprio record considerando che in area UE la media per il rischio di povertà ed esclusione sociale è del 21,4%. Giusto per dare ulteriore termine di paragone, a livello nazionale la percentuale si attesta al 25,6%.
Spostando i riflettori su occupazione ed istruzione, possiamo subito dirvi che la Sicilia, insieme a Campania e Calabria, è una delle regioni UE con il più basso tasso di occupazione nella popolazione tra 20 e 64 anni, con meno della metà della popolazione in età lavorativa che ha un impiego (il tasso di occupazione più elevato della UE - 86,5% - è stato registrato nella regione insulare di Åland in Finlandia). La disoccupazione si attesta complessivamente al 17,9% mentre quella giovanile raggiunge un drammatico 48,3%. Dati coerenti, in realtà, con altri indicatori alquanto disastrosi: la Sicilia ha, infatti, una delle percentuali di laureati più basse d’Europa, il 14,9%. In Europa fanno peggio solo alcune regioni della Romania e una della Repubblica Ceca.
Inoltre, l’Isola è penultima in Italia per quanto riguarda la percentuale di occupazione dei neolaureati, che arriva esattamente ad un terzo del totale con il 33,3% (l’ultima in questa classifica è la Calabria con il 32,1%), contro una media europea (nel 2019) del 78,7%. Giusto per non tacere delle enormi differenze tra Nord e Sud del nostro Paese, possiamo dirvi che la Provincia Autonoma di Bolzano è all’85,1%, sopra anche della media europea.
Chiaramente le difficoltà occupazionali portano ad un aumento dei fenomeni migratori e all’abbandono di paesi e borghi situati perlopiù nelle aree interne della Sicilia. La popolazione siciliana è in declino dal 2015, ma con una tendenza ad accelerare negli anni 2018, 2019, 2020, con cali percentuali rispettivamente del 3,3%, 3,1% e 4%. Nel 2020 i residenti nell’Isola sono scesi sotto i cinque milioni.
L’aspettativa di vita non è particolarmente alta, ma in fin dei conti neanche bassa. Nel 2019 era di 80,2 anni per i maschi e di 84,3 anni per le femmine. In Europa molte regioni fanno meglio. Per esempio, Madrid è al vertice di questa classifica con aspettativa di vita pari a 83 anni per gli uomini e ad oltre 88 anni per le donne.
Per quanto riguarda, infine, l’età media della popolazione partiamo dal dato europeo che, nel 2020, era di 43,9 anni. Rispetto al 2001 (il primo anno di riferimento per il quale sono disponibili informazioni), l'età mediana è aumentata di oltre 5 anni (da 38,4 anni).
L'indicatore dell'età mediana dà sicuramente un'idea del ritmo rapido con cui la struttura demografica dell'UE sta cambiando e può identificare le regioni UE più a rischio di affrontare le sfide di una società che invecchia. Può anche rivelare modelli migratori (giovani che lasciano una regione) o bassi tassi di natalità. Parlando di regioni più a rischio diciamo subito che in Sicilia si arriva a 45,5 anni, segno di una popolazione invecchiata, ma in questo caso la media registrata è inferiore a quella italiana che è di 47,2 anni. Meglio fanno solo la Campania, che è perfettamente in linea con la media europea di 43,9 anni, e la Provincia Autonoma di Bolzano che presenta un’età media di 44,4 anni.
La regione italiana più vecchia in assoluto è la Liguria, con 51,4 anni di media, superata in Europa solo da una regione della Germania, Chemnitz, quasi al confine con la Repubblica Ceca, che ha la popolazione più vecchia in assoluto, con una media di 52 anni. Il record in positivo di questa classifica appartiene alla regione francese ultraperiferica di Mayotte che ha registrato di gran lunga l'età mediana più bassa (17,7 anni).
Foto di copertina: Pixabay
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