La musica ti infastidisce? Il tuo cervello è "sconnesso"

Autore:
Federica Campilongo
21/11/2016 - 10:07

Non sopporti la musica? Ti trasmette ansia e inquietudine? Forse allora il tuo cervello è "sconnesso". A scoprirlo un'équipe di scienziati della Università di Barcellona e della McGill University di Montreal, che hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale il cervello di 15 persone che avevano dichiarato di essere insensibili alla musica; si tratta di una forbice variabile tra il 3 e il 5% della popolazione sana e il fenomeno è noto come anedonia musicale. Gli studiosi a fine test hanno confrontato i risultati con quelli ottenuti su un gruppo di persone invece "normali".

I risultati hanno svelato un minor flusso sanguigno nei soggetti appartenenti al gruppo degli "intolleranti" verso le aree cerebrali coinvolte nei cosiddetti processi di ricompensa, responsabili delle sensazioni di piacere che si provano, per esempio, durante l'attività sessuale o ludica. Non un genere particolare, le scansioni cerebrali infatti sono state effettuate mentre i soggetti ascoltavano diversi tipi di musica.

E se altri scienziati si discostano da questo risultato dal momento in cui il test è stato eseguito su un campione troppo ridotto di persone, i ricercatori curatori di questo studio sono più che certi, così come hanno dichiarato al magazine Proceedings of the National Academy of Sciences: chi è insensibile alla musica ha una minore connettività nelle aree cerebrali responsabili dell'elaborazione dei suoni e della gestione delle emozioni.

Ma cosa significa "anedonia"? In psicologia il termine anedonia descrive l'incapacità di un paziente a provare piacere, anche in circostanze e attività normalmente piacevoli come dormire, nutrirsi. Niente di preoccupante tuttavia, basti pensare che persino il genio eclettico di Federico Fellini, regista, sceneggiatore, fumettista e scrittore italiano papà de La dolce vita, pare soffrisse di anedonia musicale: «Non sopporto - dichiarò in una intervista a Rai Radio 2 - la musica. Basta che qualcuno batta un tempo con le dita su un oggetto per esserne turbato».

 

 

 

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