Piera Masuero: "Parte da Biella il progetto gruppi A.M.A. di A.D.A.S. onlus"

Autore:
Andrea Cuscona
04/04/2017 - 09:43

Gruppi spontanei di persone che condividono un problema e mettono a nudo le proprie storie ed esperienze: sono i gruppi A.M.A, ossia i gruppi di Auto Mutuo Aiuto. L’OMS definisce l’Auto Mutuo Aiuto come “l’insieme di tutte le misure adottate da non professionisti per promuovere, mantenere e recuperare salute intesa come completo benessere fisico, psicologico e sociale di una determinata comunità”. Oltre le possibili definizioni, quel che conta è la finalità di queste realtà che stanno diffondendosi anche in Italia in maniera rapida.

Abbiamo intervistato Piera Masuero, coordinatrice Piemonte per A.D.A.S. Onlus promotrice del gruppo A.M.A. che ci spiega di cosa si tratta e quale è stato il percorso che ha portato alcune persone ad attivare questo meccanismo virtuoso:

“I Gruppi sono nati, qui in Italia come altrove, su vari temi e problematiche: ad esempio uno dei più noti è quello sull'alcolismo, mentre uno dei primi è incentrato sull'elaborazione del lutto, quindi per offrire supporto psicologico a chi è stato colpito dalla perdita di persone care. Altri gruppi riguardano varie patologie quali sclerosi multipla o sindrome di Down, sulla menopausa (non una malattia vera e propria ma comunque uno status impattante per le donne), ve ne sono anche sulla realtà omosessuale o per genitori separati e figli di genitori separati, sulla solitudine e altri ancora. Insomma, laddove vi è una situazione delicata esistono, da noi come all'estero, appositi gruppi.

Si possono aprire su varie tematiche e sono tutti composti da persone che vivono lo stesso problema o hanno necessità di confrontarsi su un determinato tema. Si potrebbero definire quasi come una terapia, in cui il fattore determinante è lo scambio, il reciproco aiuto: nessuno riceve soltanto ma dà a sua volta, con la propria esperienza. Al centro di tutto vi sono, dunque, la condivisione e il sostegno. I componenti di ogni gruppo sono alla pari, tutti uguali, non ci sono posizioni up and down.

È indubbio che tutto ciò rappresenta una vera risorsa, poiché qualsiasi persona che affronta una problematica, esponendo il proprio vissuto, lo fa con la prospettiva di chi ascolta. Si crea un notevole affiatamento e ciascun soggetto sente di potersi esprimere nella massima libertà, grazie ad un forte senso di protezione che la dinamica di gruppo infonde. Ovviamente la privacy viene rispettata in maniera scrupolosa e si firmano appositi moduli. Esiste un vademecum, come in tutti i gruppi, e tra i principi cardine vi sono: la richiesta di una frequenza costante, la partecipazione, la puntualità, la discrezione, la capacità di estraniarsi da cellulari e simili, l'ascolto attivo. È importante sottolineare che va evitato di consigliare altri membri qualsiasi farmaco, integratore, diete o consigli alimentari. Non ci si può assolutamente sostituire ai medici. Tutto è regolamentato per iscritto e chi firma la modulistica deve attenersi a queste indicazioni.

Nei gruppi A.M.A. deve essere data a tutti i partecipanti possibilità di parlare, ma certamente nessuno può sentirsi obbligato a farlo. Spesso le persone più timide hanno bisogno di più tempo e proprio per questo chi parla lo deve fare assecondando la propria indole. Non bisogna mai parlare di argomenti che possono creare divisioni quali politica, religione, ecc. L'assenza di giudizio, la libertà espressione e la gratuità sono altri capisaldi: non esistono gruppi a pagamento perchè devono essere sempre accessibile a tutti. Per funzionare bene, non devono esserci più di dieci persone e gli incontri devono durare al massimo due ore”

 

Quale è il ruolo di A.D.A.S. Onlus nel contesto del gruppo di Auto Mutuo Aiuto di Cossato, in provincia di Biella?

“Nel nostro caso specifico, il gruppo di Auto Mutuo Aiuto del Coordinamento Piemonte dell’Associazione A.D.A.S. ONLUS è rivolto a tutti coloro che sono affetti da una o più delle seguenti patologie: Fibromialgia (FM), Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Encefalomielite mialgica (ME) e in generale da tutte le sindromi ambientali e dalle malattie rare emergenti.  Da qui, dunque, il ruolo del coordinamento piemontese: noi consigliamo, inoltre, a chi può o vuole, l'iscrizione all'associazione A.D.A.S. Onlus, proprio perchè riteniamo possa essere un valido supporto in più a chi è affetto da queste patologie. Il gruppo A.M.A. Sulla fibromialgia e le altre patologie, legato all'associazione A.D.A.S., in fondo nasce dalle molte richieste di persone accomunate dallo stesso vissuto: qualche tempo fa ne parlai con la nostra presidente e fondatrice, Marisa Falcone e da questo stimolante confronto è nata l'idea di cimentarsi in questa realtà positiva”

 

Quali sono gli effetti tangibili sulla vita quotidiana di coloro che prendono parte ai Gruppi?

“Posso affermare che si riscontra un notevole miglioramento complessivo della qualità della vita, perchè in fondo essi insegnano a vedere aspetti positivi nonostante le situazioni più problematiche,permette di elaborare eventi negativi per creare qualcosa di costruttivo. Ciò comporta anche un miglioramento rispetto ai principali sintomi, un minore accesso agli studi medici, minor dispendio di energie psicofisiche e di risorse. Già dopo i primi incontri il confronto ha aiutato molti partecipanti ad uscire dal pessimismo e dal senso di sconforto che colpisce chi ha un problema. Ovviamente - ribadisco ancora una volta - non ci si sostituisce mai ai medici, alle terapie necessarie e quant'altro la medicina preveda e nessuno - prima, durante e dopo le riunioni - può consigliare un farmaco, un medico, un percorso alimentare o altro”

 

Quali aspetti pratici vengono osservati?

“Ad ogni incontro segue una relazione scritta, a disposizione di tutti e anche degli assenti, nella quale va garantita la massima privacy e l'anonimato (non vengono specificati i nomi di chi interviene, ad esempio). Nei gruppi esiste un 'facilitatore' o una 'facilitatrice': si tratta di una persona che ha il compito di gestire il gruppo e le sue dinamiche, facendo ordine. Ovviamente il facilitatore deve saper gestire e armonizzare il tutto, conoscendo possibilmente le tematiche (è un requisito preferenziale ma non essenziale). La figura è fondamentale per far seguire le regole, creare un clima accogliente, aiutare la solidarietà e la partecipazione attiva"

 

Chi vuole aprire un gruppo cosa deve fare?

“Bisogna dotarsi di una sede, magari evitando abitazioni private (l'ideale sarebbe un locale pubblico messo a disposizione dalla ASL di riferimento territoriale o simili). Per aprire un Gruppo, in fondo, è essenziale pensare alle persone che hanno le stesse problematiche, attivare il passaparola, porgere degli inviti personali e fissare un primo appuntamento. Successivamente si compongono i documenti e si firmano i moduli sulla privacy, stilando inoltre un'agenda e fissando gli appuntamenti. Nel biellese esiste anche 'Il motore del gruppo”, un tavolo di lavoro e di confronto al quale fanno riferimento i gruppi A.M.A. e terapeutici presenti sul territorio biellese. Gruppi, cioè, che si basano sul principio dell'aiutare gli altri a superare un problema per aiutare se stessi a fare altrettanto, attraverso il dialogo, la comunicazione, la condivisione di pensieri, emozioni, progetti. Lo scopo è diffondere la cultura solidaristica, avviare progetti, contatti tra varie realtà a livello regionale e nazionale: sono coinvolti 10 soggetti tra consorzi e servizi, cooperative sociali, l'ASL biellese”

 

Piera, tu e tuo marito Ivano siete stati i promotori di questa realtà nel biellese: cosa vi aspettate dall'immediato futuro?

“Siamo felici di quanto stiamo facendo e possiamo affermare che vale davvero al pena mettersi in gioco in questa ottica di condivisione e di solidarietà: c'è sempre una luce anche laddove si crede vi sia il buio. Le persone sono capaci di cose eccezionali pur nelle difficoltà e questa spinta positiva può diventare un volano per migliorare la qualità di vita di tanta gente”.

 

 

 

 

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