Microplastiche in cozze, gamberi e sale. Contaminati 70 su 102 campioni analizzati

Più di due terzi di campioni di cozze, gamberi e sale sono risultati contaminati dalle microplastiche, dalle analisi in laboratorio di Altroconsumo. L’inchiesta è stata svolta in collaborazione con altre quattro associazioni di consumatori europee di Austria, Belgio, Danimarca e Spagna. Il laboratorio coinvolto ha analizzato in tutto 102 campioni: 38 di sale marino, 35 di cozze e 29 di gamberi.
Nei grafici a torta le percentuali relative ai campioni europei (compresi quelli italiani), divisi per prodotto. Nelle tabelle dell’inchiesta integrale Altroconsumo segnala il dettaglio dei trenta prodotti acquistati in Italia, in cui sono indicati anche i produttori o nel caso di prodotti sfusi il punto vendita. L’indicazione è per completa trasparenza, non per consigliare o sconsigliare le aziende: il problema delle microplastiche non dipende da come sono condotti gli allevamenti né dalle zone di pesca. Molluschi derivanti da una stessa zona possono o non possono essere contaminati da microplastiche. Solo le analisi riescono a stabilirlo. Il mare di plastica non è dato solo da sacchetti La plastica massicciamente prodotta da sessant’anni a questa parte
Di fronte al costante aumento dei rifiuti nei mari la Commissione Europea propone nuove norme per i dieci prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d'Europa e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati. Insieme, rappresentano circa il 50% dei rifiuti di plastica nei mari, un altro 27% è dato da attrezzatura da pesca che contiene plastica.
Le misure previste nella proposta di direttiva andranno da un vero e proprio divieto di commercializzazione per i prodotti usa e getta per i quali esistono già valide alternative più sostenibili a target di riduzione dei consumi, da obblighi per i produttori a target di smaltimento, fino a obblighi di etichettatura e campagne di sensibilizzazione dei consumatori finali.
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