Nuove strategie contro l’antibiotico-resistenza dei batteri, l’Europa finanzia una ricerca dell'Università di Catania

La resistenza ai farmaci antibiotici nei batteri è una delle sfide più grandi nella sanità pubblica, al punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato ufficialmente l'antibiotico-resistenza come una delle tre minacce più importanti per la salute pubblica del XXI secolo. Questo scenario, associato al basso turnover di nuovi farmaci antibiotici clinicamente approvati, rende necessario lo sviluppo di approcci terapeutici innovativi per affrontare questo devastante problema sociale.
Le borse di studio post-dottorato MSCA sono delle misure finalizzate ad accrescere il potenziale creativo e innovativo dei ricercatori eccellenti di qualsiasi nazionalità che desiderino acquisire nuove competenze attraverso la formazione avanzata, la mobilità internazionale (in uno stato membro dell’UE o in un paese associato al programma Horizon o ancora in un paese terzo), interdisciplinare e intersettoriale.
Il titolo del progetto biennale, tra quelli approvati nel settore “Chemistry”, è Polymeric Cyclodextrin-Based Supramolecular Constructs Photoreleasing Nitric Oxide for Combating Antibiotic Resistance (Sistemi supramolecolari a base di ciclodestrine polimeriche fotogeneranti ossido nitrico per combattere l’antibiotico-resistenza) e vedrà impegnata anche una ricercatrice proveniente da un’università brasiliana.
«L’obiettivo dell’indagine è l'implementazione di una nuova strategia basata su piattaforme supramolecolari senza precedenti, fabbricate mediante nuovi polimeri biocompatibili che integrano molecole in grado di rilasciare ossido nitrico (NO) mediante l’esclusivo controllo di stimoli luminosi. L’intenzione è quella di sfruttare il duplice ruolo dell’ossido nitrico, da solo o in combinazione con gli antibiotici attualmente impiegati nella clinica: sia come efficace agente antibatterico, quando prodotto ad alto dosaggio, sia come inibitore delle pompe cellulari di efflusso principalmente responsabili della antibiotico-resistenza, quando prodotto a basse dosi», spiega il professor Sortino.
La luce – aggiunge il docente catanese - rappresenta infatti una sorta di “siringa ottica” che offre il vantaggio di poter regolare con grande accuratezza spazio-temporale la quantità di NO liberata.
«Con una tale strategia contiamo pertanto di sviluppare nuovi antibiotici “non convenzionali” che non presentano il problema della farmaco-resistenza e di potenziare l’attività terapeutica di antibiotici convenzionali riducendone il massiccio dosaggio e, di conseguenza, gli effetti collaterali. Da qui il motto: “Say NO to Bacterial Infections”», sottolinea l'esperto.
«Gli aspetti innovativi di questo progetto – conclude il professor Sortino - contribuiranno non solo a stimolare approcci nuovi e poco esplorati per combattere i problemi della farmaco-resistenza nelle infezioni batteriche, ma potranno aprire la strada a ulteriori piattaforme attivabili dalla luce per affrontare altre importanti malattie, consentendo un uso più efficiente e razionale dei farmaci “convenzionali”».
In copertina: Photo by Louis Reed on Unsplash
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